Università di Torino nel progetto UE sul supercalcolo post-Exascale
16/06/2026
L’Università di Torino partecipa al progetto europeo Strategy for Post-Exascale, una nuova iniziativa finanziata da Horizon Europe per definire la strategia dell’Europa sui futuri sistemi di calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. Il progetto, coordinato dall’istituto francese Inria, è stato avviato nell’aprile 2026 e presentato ufficialmente il 10 giugno al Campus Cyber di Paris La Défense.
Un consorzio europeo con 23 organizzazioni
Il progetto SPE riunisce 23 organizzazioni di primo piano nel panorama scientifico e tecnologico europeo. Nel consorzio figurano università, centri di ricerca, infrastrutture di supercalcolo, alleanze industriali e aziende tecnologiche, chiamate a contribuire alla costruzione di una visione comune per la fase successiva all’Exascale.
La presenza dell’Università di Torino conferma il ruolo dell’Ateneo nelle reti europee dedicate alle tecnologie digitali avanzate e alle infrastrutture di calcolo di nuova generazione. Si tratta di un ambito considerato strategico per la competitività scientifica, industriale e tecnologica dell’Unione Europea, in un contesto in cui la capacità di elaborare enormi quantità di dati incide direttamente su ricerca, innovazione, sicurezza, industria e servizi pubblici.
Accanto all’Ateneo torinese, il partenariato comprende alcune delle principali realtà europee attive nei settori del supercalcolo, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche. Tra queste figurano CERN, CINECA, INFN, Barcelona Supercomputing Center, Fraunhofer, Forschungszentrum Jülich e Technical University of Munich, insieme ad altri partner strategici provenienti da diversi Paesi europei.
Che cosa significa post-Exascale
I sistemi post-Exascale rappresentano la prossima evoluzione delle infrastrutture HPC, acronimo di High-Performance Computing. Dopo la soglia dell’Exascale, che indica sistemi capaci di eseguire miliardi di miliardi di operazioni al secondo, la ricerca europea guarda ora a piattaforme ancora più integrate, efficienti e specializzate.
La direzione indicata dal progetto SPE è quella di una convergenza tra supercalcolo, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. Le future infrastrutture dovranno sostenere applicazioni scientifiche e industriali sempre più complesse, dalla simulazione dei fenomeni naturali alla progettazione di nuovi materiali, dall’analisi dei dati biomedici alla modellazione climatica, fino allo sviluppo di sistemi digitali avanzati per imprese e pubbliche amministrazioni.
In questo scenario, la sfida non riguarda soltanto la potenza di calcolo. Il progetto analizzerà anche l’evoluzione delle architetture hardware, gli ambienti software, gli algoritmi avanzati, l’efficienza energetica, la sostenibilità delle infrastrutture digitali e la formazione delle competenze necessarie per gestire tecnologie ad alta complessità.
Una roadmap europea per ricerca, industria e politiche pubbliche
Uno degli obiettivi principali di Strategy for Post-Exascale è la costruzione di una roadmap europea condivisa. Il documento dovrà individuare le principali sfide scientifiche e tecnologiche dei prossimi anni, segnalare le opportunità di innovazione e contribuire alla definizione delle future politiche dell’Unione Europea nel settore del calcolo avanzato.
La prima versione della roadmap strategica è prevista entro settembre 2026. Il testo sarà poi aggiornato sulla base dell’evoluzione scientifica, tecnologica e industriale, così da accompagnare un comparto in rapido cambiamento e favorire scelte coordinate tra ricerca pubblica, infrastrutture europee e mondo produttivo.
Il progetto avrà una durata di tre anni e potrà contare su un contributo europeo di 2,5 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe. Il finanziamento sosterrà attività di analisi, confronto, coordinamento e disseminazione, con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Europa nella competizione globale sulle tecnologie digitali di frontiera.
Nasce una Community of Practice sul calcolo avanzato
Tra gli elementi centrali dell’iniziativa c’è la creazione di una Community of Practice, pensata per coinvolgere ricercatrici e ricercatori, imprese, infrastrutture di ricerca, organizzazioni europee e nuovi attori dell’ecosistema digitale. La comunità lavorerà attraverso workshop, forum e attività collaborative, favorendo il confronto tra discipline e competenze diverse.
Il metodo scelto punta a superare una visione frammentata del settore. Il futuro del calcolo avanzato, infatti, richiede l’integrazione tra competenze informatiche, fisiche, matematiche, ingegneristiche e industriali. La partecipazione dell’Università di Torino si inserisce proprio in questo quadro, rafforzando il contributo italiano alla definizione delle priorità europee su supercalcolo, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche.
Con SPE, l’Europa punta a preparare la fase successiva delle proprie infrastrutture digitali, costruendo strumenti, competenze e strategie capaci di sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica dei prossimi anni.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to