Caricamento...

Torino365 Logo Torino365

Torino entra nell’Istituto nazionale per le tecnologie quantistiche

31/07/2026

Torino entra nell’Istituto nazionale per le tecnologie quantistiche

L’Università di Torino entra ufficialmente nel National Quantum Science and Technology Institute, il partenariato nazionale che riunisce atenei, enti pubblici di ricerca e imprese impegnati nello sviluppo delle scienze e delle tecnologie quantistiche. L’adesione rafforza il ruolo del polo torinese in un settore che comprende computazione avanzata, sensori di nuova generazione, comunicazioni sicure e metrologia di precisione.

L’ingresso nell’NQSTI permetterà all’Ateneo di ampliare la partecipazione a programmi nazionali ed europei, sviluppare nuovi progetti con i partner della rete e favorire il trasferimento dei risultati scientifici verso il sistema produttivo. La collaborazione coinvolgerà anche l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e il Politecnico di Torino, già attivi nell’ecosistema quantistico del territorio.

Dai progetti PRECESS e OPTOSPIN alla rete nazionale

L’adesione rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato attraverso il Partenariato Esteso NQSTI, nato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’Università di Torino ha già ottenuto finanziamenti per diversi progetti selezionati attraverso i bandi a cascata promossi dal Consorzio.

Tra le iniziative figura PRECESS, che coinvolge il Dipartimento di Chimica ed è inserito nello Spoke 5, dedicato alle piattaforme basate sugli elettroni per le tecnologie quantistiche. Il programma è coordinato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Il Dipartimento di Fisica partecipa invece a OPTOSPIN, finanziato nello Spoke 4 sulle piattaforme fotoniche quantistiche e coordinato dall’Università La Sapienza di Roma. Le attività riguardano lo sviluppo di materiali, dispositivi e sistemi capaci di sfruttare le proprietà della materia su scala atomica e subatomica.

La partecipazione diretta all’Istituto consentirà ai gruppi torinesi di accedere a una rete più ampia di infrastrutture, competenze scientifiche e collaborazioni industriali. L’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca di base in tecnologie utilizzabili nei settori delle telecomunicazioni, della sicurezza informatica, della medicina, dell’energia e della produzione industriale.

Torino punta a ospitare una nuova Quantum Fab

Tra le prospettive indicate dall’Ateneo figura la realizzazione di un’ulteriore Quantum Fab all’interno della rete NQSTI. La struttura dovrebbe diventare un punto di riferimento nazionale per la metrologia quantistica, mettendo a disposizione laboratori, apparecchiature e processi avanzati per la progettazione e la produzione di dispositivi.

Il progetto potrebbe valorizzare la presenza a Torino dell’INRiM, istituto specializzato nelle misure scientifiche, e favorire una maggiore integrazione tra università, ricerca pubblica e imprese. La disponibilità di infrastrutture comuni rappresenta infatti un elemento determinante per accelerare la sperimentazione e ridurre la distanza tra prototipi di laboratorio e applicazioni industriali.

Il polo torinese punta inoltre a rafforzare la formazione di ricercatori, tecnici e professionisti capaci di operare in un comparto caratterizzato da una forte domanda di competenze interdisciplinari. Fisica, chimica, ingegneria, informatica e scienza dei materiali concorrono allo sviluppo delle piattaforme quantistiche.

SPINS, progetto europeo da 50 milioni di euro

La dimensione internazionale della ricerca è rappresentata da SPINS – Semiconductor Pilot Line for Industrial Quantum NanoSystems, una delle sei linee pilota europee dedicate alle tecnologie quantistiche. Il progetto è coordinato da Imec e coinvolge 25 organizzazioni tra enti di ricerca, imprese, centri tecnologici e gruppi accademici.

SPINS dispone di un valore complessivo di 50 milioni di euro ed è cofinanziato dall’Unione europea attraverso la Chips Joint Undertaking e dalle autorità nazionali e regionali dei Paesi partecipanti. L’iniziativa punta a sostenere l’autonomia tecnologica europea nella produzione di componenti e nanosistemi quantistici basati sui semiconduttori.

La partecipazione italiana, presentata attraverso NQSTI, è coordinata da Marco Fanciulli dell’Università di Torino. Il gruppo nazionale comprende il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università di Milano-Bicocca, l’Ateneo torinese, l’INRiM e il Politecnico di Torino.

Ricerca, startup e trasferimento tecnologico

Il National Quantum Science and Technology Institute è nato nell’ambito della Missione 4 del PNRR ed è finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU. La rete coordina la ricerca italiana lungo l’intera filiera, dalla sperimentazione scientifica allo sviluppo di infrastrutture, fino alla creazione di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico.

L’Istituto sostiene il trasferimento delle conoscenze verso le imprese, la nascita di spin-off e startup e la formazione di nuove competenze. L’obiettivo è rendere utilizzabili sul piano industriale le eccellenze sviluppate nei laboratori italiani, creando collegamenti stabili tra ricerca pubblica e mercato.

Secondo Stefania Beolè, delegata dell’Università di Torino per le strategie di promozione e valutazione della ricerca fondamentale e di eccellenza nelle scienze della natura e della vita, l’adesione consolida il capoluogo piemontese tra i principali centri italiani del settore. L’inserimento nella rete nazionale permetterà di condividere competenze complementari, accelerare nuovi progetti e ampliare la presenza dell’Ateneo nei programmi di ricerca italiani ed europei.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.