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Salari, nel primo semestre 2026 aumenti medi del 2,6%

31/07/2026

Salari, nel primo semestre 2026 aumenti medi del 2,6%

Le retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute mediamente del 2,6% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato emerge dalla rilevazione dell’Istat sui contratti collettivi e sulle dinamiche salariali del secondo trimestre, pubblicata il 29 luglio. A giugno l’indice ha segnato un aumento dello 0,5% rispetto a maggio e del 2,4% su base annua.

La crescita tendenziale rilevata nell’ultimo mese del semestre è risultata sostanzialmente uniforme tra settore privato e amministrazioni pubbliche: +2,4% per i dipendenti delle imprese e +2,3% per il personale pubblico. Differenze più marcate emergono osservando i singoli comparti produttivi.

Agricoltura davanti a industria e servizi

Nel settore agricolo le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 3,2% rispetto a giugno 2025. Nell’industria la variazione è stata del 2,7%, mentre nei servizi privati l’incremento si è fermato al 2,2%.

Tra i comparti esaminati dall’Istat, l’aumento più elevato è stato registrato nell’igiene ambientale, dove le retribuzioni sono cresciute del 5,7% su base annua. Seguono il settore del gas e dell’acqua e quello delle industrie chimiche, entrambi con una variazione del 5,2%.

Nel Servizio sanitario nazionale l’incremento tendenziale rilevato a giugno è stato del 3,1%. Per i dipendenti delle farmacie private, invece, l’indice non ha mostrato variazioni rispetto allo stesso mese del 2025.

I dati fotografano gli aumenti stabiliti dai contratti collettivi e non comprendono eventuali premi individuali, straordinari, progressioni di carriera o altre componenti della retribuzione effettivamente percepita dai lavoratori.

Cinquanta contratti coprono 9,1 milioni di dipendenti

Alla fine di giugno erano in vigore, per la parte economica, 50 contratti collettivi nazionali di lavoro. Gli accordi interessavano circa 9,1 milioni di dipendenti, corrispondenti al 69,9% del totale preso in considerazione dalla rilevazione.

Nel settore privato la copertura contrattuale raggiungeva l’89,3%. Nella pubblica amministrazione, invece, tutti i contratti risultavano formalmente scaduti e la quota di dipendenti coperti da un accordo economico vigente era quindi pari a zero.

Durante il secondo trimestre del 2026 sono stati recepiti sei rinnovi contrattuali. Uno ha interessato l’agricoltura, uno il comparto industriale e quattro i servizi privati. Rimanevano ancora da rinnovare 25 contratti, riferiti a circa 3,9 milioni di lavoratori.

Di questi dipendenti, 1,1 milioni appartenevano al settore privato e 2,8 milioni alla pubblica amministrazione. Il numero elevato di lavoratori pubblici con contratto scaduto riflette la conclusione dei periodi di validità economica degli accordi, anche nei casi in cui i rinnovi precedenti siano stati firmati recentemente.

Scende al 30,1% la quota in attesa di rinnovo

A giugno il 30,1% dei dipendenti considerati dall’Istat risultava in attesa del rinnovo contrattuale. La percentuale era pari al 30,7% a maggio e al 43,7% nel giugno 2025. Nel solo settore privato la quota è scesa al 10,7%.

Si riduce anche il tempo medio di attesa calcolato per i lavoratori con contratto scaduto. Tra giugno 2025 e giugno 2026 il dato complessivo è passato da 24,9 a 17,9 mesi.

L’andamento è però differente tra pubblico e privato. Nelle imprese il periodo medio è salito leggermente, da 15,6 a 17,7 mesi. Nella pubblica amministrazione è invece diminuito da 34,4 a 18 mesi, principalmente per effetto dei rinnovi relativi al triennio contrattuale 2022-2024.

La rilevazione mostra dunque una maggiore diffusione degli accordi aggiornati rispetto a un anno prima, pur in presenza di quasi quattro milioni di dipendenti ancora legati a contratti scaduti. L’evoluzione dei prossimi mesi dipenderà dalla conclusione delle trattative aperte nei comparti pubblici e privati e dall’effettiva applicazione degli aumenti economici previsti dai nuovi accordi.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.