Torino, fermato l’ex compagno per il femminicidio di via Paisiello
06/08/2026
La Polizia di Stato ha fermato a Torino un cittadino romeno di 45 anni, gravemente indiziato del femminicidio dell’ex compagna, una donna di 36 anni trovata senza vita il 20 luglio nell’appartamento di via Paisiello 17. Il provvedimento, eseguito nella mattinata del 5 agosto, è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. All’uomo vengono contestati anche i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e occultamento di cadavere.
Il corpo nascosto nel contenitore del letto
La vittima si era trasferita nell’abitazione del quartiere Barriera di Milano insieme al figlio minorenne dopo la conclusione della relazione con l’indagato. Secondo la ricostruzione investigativa, la donna sarebbe stata uccisa nella notte tra il 9 e il 10 luglio 2026.
Il corpo è stato scoperto dieci giorni più tardi da un amico, preoccupato perché non riusciva più a mettersi in contatto con lei. Il 20 luglio l’uomo aveva ricevuto dal proprietario dell’immobile un mazzo di chiavi ed era entrato nell’appartamento per verificare cosa fosse accaduto.
Una volta all’interno, aveva avvertito un forte odore ed era immediatamente uscito, chiamando la Polizia. Gli agenti intervenuti nell’abitazione avevano trovato il cadavere della donna avvolto in un lenzuolo e collocato nel vano contenitore del letto matrimoniale.
L’autopsia: trauma cranico e asfissia meccanica
L’esame autoptico ha attribuito il decesso a un grave politraumatismo cranico e a una violenta compressione della bocca e del collo. Le lesioni sono state ritenute compatibili con una morte provocata da asfissia meccanica.
Gli accertamenti medico-legali hanno inoltre collocato il momento della morte indicativamente dieci giorni prima del ritrovamento, in linea con la data ricostruita dagli investigatori attraverso testimonianze, dati telefonici e immagini di videosorveglianza.
La sera stessa della scoperta del corpo, gli agenti avevano rintracciato l’ex compagno della vittima nella sua abitazione, sempre nel quartiere Barriera di Milano. Con lui si trovava il figlio minorenne. L’uomo aveva negato qualsiasi coinvolgimento, fornendo però, secondo la Procura, versioni contraddittorie sugli ultimi incontri avuti con la donna.
Testimoni, tabulati e telecamere nell’indagine
La Squadra Mobile di Torino ha ricostruito gli ultimi giorni di vita della vittima attraverso l’ascolto di numerose persone che la conoscevano. Gli investigatori hanno analizzato i tabulati di diverse utenze telefoniche e le registrazioni delle telecamere installate nelle vicinanze dell’appartamento.
Dagli accertamenti sarebbe emerso che, dopo il 10 luglio, la donna non aveva più avuto contatti con amici e conoscenti e non era stata vista. Gli elementi raccolti, insieme agli approfondimenti tecnici condotti nelle settimane successive, hanno portato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta a emettere il decreto di fermo.
Il quarantacinquenne è stato rintracciato nella propria abitazione di Torino nella mattinata del 5 agosto e condotto dagli agenti per l’esecuzione del provvedimento.
Il possibile movente legato alla fine della relazione
Secondo quanto emerso nella fase iniziale delle indagini, il delitto sarebbe maturato nel contesto della separazione. La donna aveva deciso da mesi di interrompere la relazione, una scelta che l’ex compagno non avrebbe accettato.
Le testimonianze raccolte descriverebbero tentativi ripetuti dell’uomo di mantenere un controllo sulla vita della vittima anche dopo la rottura. Questa condotta è al centro anche dell’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati formulata dalla Procura.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria e l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.