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Torino nell’estate 1946: caldo, scioperi e ricostruzione

18/08/2026

Torino nell’estate 1946: caldo, scioperi e ricostruzione

Nell’estate del 1946 Torino affronta temperature considerate eccezionali per l’epoca, mentre la città cerca ancora di rialzarsi dalle distruzioni della guerra. Le massime oscillano generalmente tra 28 e 31 gradi e il 5 agosto viene registrato un picco di 33,8 gradi. Numeri che oggi possono apparire contenuti, ma che allora alimentano sui giornali il racconto di una stagione particolarmente afosa, in una città dove frigoriferi e ventilatori rimangono beni accessibili a poche famiglie.

Dal caldo estivo al gelo record dell’inverno

La situazione meteorologica del 1946 riserva a Torino un contrasto marcato. A pochi mesi dall’estate, infatti, la città entra nell’inverno più rigido del Novecento: a Natale la temperatura scende fino a 13 gradi sotto zero, mentre nel gennaio successivo viene raggiunto il valore di -17,4 gradi. Il freddo è tale che il Po arriva a ricoprirsi di ghiaccio.

Ma le condizioni climatiche sono soltanto una parte delle difficoltà affrontate dalla popolazione. Torino porta ancora i segni materiali e sociali di cinque anni di guerra e l’amministrazione comunale guidata da Giovanni Roveda, insediata dal Comitato di Liberazione Nazionale, deve intervenire su problemi quotidiani che riguardano alimentazione, abitazioni e costo della vita.

Latte, pane e affitti tra le priorità di Palazzo Civico

I verbali della Giunta popolare documentano una serie di provvedimenti destinati a rispondere alle esigenze più immediate. Tra questi figura la costituzione dell’Ente distribuzione latte, sostenuto da un credito dell’allora Istituto San Paolo, e la creazione di una commissione per la revisione dei contratti di affitto, affidata a Maria Savio, già attiva nei Gruppi di difesa della Donna durante la Resistenza.

Un altro fronte riguarda la disponibilità del pane e l’ammasso del grano. I panificatori chiedono un aumento dei prezzi di vendita, allora sottoposti a controllo pubblico, ma la Giunta mostra una posizione rigida. Roveda lega ogni eventuale modifica dei prezzi alla necessità di garantire contemporaneamente maggiori tutele alle classi lavoratrici.

Particolarmente delicata è anche la questione del latte. Nei centri di raccolta comunali di Moncalieri, Orbassano e Scalenghe vengono rilevati casi di annacquamento con percentuali che, secondo i verbali, raggiungono il 23%. Il problema assume una forte rilevanza sanitaria perché il latte rappresenta un alimento essenziale soprattutto per bambini, anziani e famiglie provate dalle ristrettezze del periodo bellico.

Case per gli sfrattati e nuovi ristoranti popolari

La carenza di alloggi spinge inoltre Palazzo Civico a mettere temporaneamente a disposizione dell’Ente Comunale di Assistenza alcuni fabbricati comunali nelle zone di Santa Rita, Barriera di Milano e San Donato. Gli immobili vengono destinati alle famiglie sfrattate o rimaste senza casa. Con l’avvicinarsi dell’inverno, in ottobre, il Comune chiederà anche alla Prefettura di sospendere gli sfratti durante i mesi più freddi.

La situazione sociale resta complessa anche sul fronte dell’alimentazione. Il 21 ottobre Roveda comunica l’istituzione dei cosiddetti “ristoranti popolarissimi”, con una prima struttura prevista in via Vigone. Parzialmente sovvenzionati dallo Stato, questi locali avrebbero dovuto offrire pasti a prezzi inferiori rispetto alle mense popolari già esistenti, garantendo almeno una minestra accessibile alle fasce con minori disponibilità economiche.

Scioperi nelle fabbriche e tensioni nel mondo del lavoro

Fuori da Palazzo Civico, la ricostruzione procede in un clima attraversato da forti contrasti sociali. Nel 1946 la Camera del Lavoro di Torino raggiunge circa 250mila iscritti e svolge un ruolo centrale nella mediazione tra le richieste dei lavoratori e gli equilibri politici del dopoguerra.

Nel mese di luglio si registrano scioperi per rivendicazioni salariali in diversi stabilimenti, tra cui FIAT, Lancia e Way Assauto. Le agitazioni torinesi attirano anche l’attenzione della stampa internazionale. Il New York Times, il 19 luglio, dedica spazio agli scioperi che coinvolgono Torino e Milano, descrivendo la paralisi di due dei principali centri industriali italiani e riportando la presenza di uomini armati tra alcuni manifestanti.

Le tensioni economiche si intrecciano con un quadro politico ancora caratterizzato dalla collaborazione tra le forze che avevano partecipato alla Resistenza. La Giunta cittadina continua intanto a occuparsi anche di temi nazionali. Il 5 luglio approva all’unanimità un ordine del giorno sulla prospettiva della cessione di porzioni del territorio italiano alla Francia e alla Jugoslavia, auspicando una soluzione capace di evitare quelle che nel documento vengono definite ingiustizie nei confronti dell’Italia.

Le elezioni comunali del novembre 1946

Con l’arrivo dell’autunno l’attenzione politica si concentra sulle elezioni amministrative del 7 novembre. Socialisti, comunisti, Democrazia cristiana, Partito d’Azione e liberali preparano le liste per il rinnovo dell’amministrazione cittadina, dopo la fase della Giunta Popolare nata nel dopoguerra.

Il voto segna anche un passaggio significativo per la partecipazione femminile alla vita istituzionale. Dopo l’ingresso delle prime donne nell’Assemblea Costituente, le formazioni politiche torinesi inseriscono nuovi nomi nelle proprie liste, aprendo la strada alla presenza femminile anche in Sala Rossa.

Socialisti e Partito comunista affrontano l’appuntamento con aspettative elevate, rafforzate dai risultati ottenuti pochi mesi prima nelle amministrative di Milano. Le altre forze protagoniste della Giunta del CLN cercano invece di trasformare il lavoro svolto durante la difficile fase della ricostruzione in consenso elettorale. Torino arriva così al voto dopo mesi segnati contemporaneamente da emergenze sociali, conflitti sul lavoro, scarsità di beni essenziali e tentativi di ricostruire una normale amministrazione cittadina.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to