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Torino, falsi agenti derubavano anziani: due in carcere

10/06/2026

Torino, falsi agenti derubavano anziani: due in carcere

Due cittadini italiani, già detenuti nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti gravemente indiziati di una rapina pluriaggravata e di sette furti aggravati in abitazione. Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, i colpi sarebbero stati commessi tra gennaio e marzo 2026 a Torino e provincia, ai danni soprattutto di persone anziane, con un bottino complessivo stimato in oltre 100.000 euro tra contanti, gioielli, orologi e altri preziosi.

Il trucco dei falsi appartenenti alle Forze dell’Ordine

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Torino su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile. Le indagini si sono concentrate su una serie di episodi accomunati dallo stesso modus operandi: i presunti autori si sarebbero presentati alle vittime fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine o incaricati comunali.

Con il pretesto di svolgere controlli o verifiche legate a presunti furti avvenuti nella zona o nel condominio, riuscivano a entrare nelle abitazioni. Una volta conquistata la fiducia delle persone offese, per lo più anziane, si sarebbero impossessati di denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.

Gli investigatori hanno ricostruito otto distinti episodi avvenuti nei comuni di Collegno, Rivoli, Beinasco e Borgaro Torinese. Tra i fatti contestati figura anche una rapina pluriaggravata in abitazione, commessa il 18 marzo 2026 a Borgaro Torinese ai danni di una coppia di coniugi anziani, ai quali sarebbero stati sottratti gioielli di famiglia per circa 15.000 euro.

Auto con targhe clonate e accessori da polizia

Un passaggio decisivo dell’inchiesta ha riguardato l’individuazione dei veicoli utilizzati per gli spostamenti e per la commissione dei reati. Secondo quanto accertato dagli agenti, le auto viaggiavano con targhe clonate, elemento che avrebbe consentito agli indagati di muoversi cercando di ostacolare l’identificazione.

Nel marzo 2026 i due erano già stati arrestati in flagranza dalla Squadra Mobile per il possesso di segni distintivi contraffatti. Durante le perquisizioni erano stati trovati lampeggianti e accessori riconducibili alle Forze di Polizia, ritenuti utili a rendere più credibili i raggiri messi in atto nei confronti delle vittime.

Dopo la convalida di quell’arresto, nei loro confronti era stata disposta una prima misura cautelare in carcere. Pochi giorni più tardi era arrivato anche un ulteriore provvedimento per un furto in abitazione commesso ai danni di un’anziana nel comune di Grugliasco.

Nuovi indizi e appello agli anziani

Le successive attività investigative hanno consentito alla Polizia di raccogliere ulteriori gravi indizi di colpevolezza in relazione ad altri episodi, fino all’emissione della nuova ordinanza cautelare da parte del Gip di Torino. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata solo con eventuale sentenza definitiva.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati predatori contro le fasce più vulnerabili della popolazione. La Polizia di Stato richiama l’attenzione su truffe e furti che fanno leva su paura, urgenza e fiducia nelle istituzioni, ricordando che nessun appartenente a Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza chiede denaro, gioielli, cauzioni o risarcimenti a domicilio.

In caso di telefonate sospette da parte di persone che si qualificano come poliziotti, carabinieri o marescialli e chiedono beni materiali per aiutare un parente, l’indicazione è di interrompere la comunicazione e mantenere la calma. La Polizia invita inoltre a non aprire la porta a sconosciuti, anche se mostrano tesserini o indossano divise, e a contattare subito il 112 per verificare ogni dubbio.

L’appello è rivolto anche ai familiari: figli e nipoti sono invitati a parlare con genitori e nonni di queste tecniche di raggiro, perché informazione e prevenzione restano strumenti essenziali per proteggere le persone anziane dai tentativi di truffa e dai furti in abitazione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to