Torino, ex Westinghouse verso Politecnico e centro congressi
25/06/2026
L’area ex Westinghouse torna al centro del confronto politico torinese con una nuova proposta che prevede spazi per didattica e ricerca del Politecnico, un centro congressi di nuova generazione, la tutela integrale del parco Artiglieri di Montagna e una struttura commerciale Esselunga ridimensionata rispetto al progetto originario.
L’istanza congiunta di Politecnico ed Esselunga
La comunicazione è arrivata in Sala Rossa dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, che ha riferito al Consiglio comunale gli ultimi sviluppi su uno dei dossier urbanistici più discussi della città. Il passaggio decisivo risale al 21 maggio, quando la Città di Torino ha ricevuto un’istanza congiunta presentata dal Politecnico di Torino e da Esselunga S.p.A..
La proposta ridisegna in modo significativo il futuro dell’area. Il Politecnico entrerebbe nel progetto con nuovi spazi destinati alla formazione universitaria e alla ricerca, mentre è prevista la realizzazione di un Centro Congressi pensato per rafforzare la capacità attrattiva della città. Il parco Artiglieri di Montagna verrebbe preservato integralmente e valorizzato come spazio pubblico, elemento che ha assunto un peso centrale nel dibattito cittadino.
Per quanto riguarda Esselunga, l’ipotesi avanzata prevede una media struttura di vendita al posto della grande struttura originariamente prevista e già autorizzata. Una modifica che, nelle intenzioni illustrate, punta a rendere l’intervento più coerente con il nuovo assetto complessivo dell’area.
Richiesta alla Regione per il Collegio di vigilanza
Alla luce dei contenuti presentati, la Città ha chiesto al presidente della Regione Piemonte la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma, l’organismo competente a esaminare le proposte di modifica e a valutare gli sviluppi dell’intervento.
L’apertura del confronto istituzionale servirà ad approfondire l’istanza, verificare le condizioni amministrative e accompagnare l’eventuale trasformazione dell’area dentro una cornice compatibile con gli obiettivi di innovazione, qualità urbana e sostenibilità ambientale indicati dall’Amministrazione.
L’operazione resta inserita nella cornice urbanistica e patrimoniale già definita, ma richiede una riformulazione del Programma esecutivo convenzionato e una richiesta di proroga dell’Accordo di Programma, la cui scadenza è fissata al 29 dicembre 2026. Mazzoleni ha ricordato che i tempi delle trasformazioni urbanistiche sono lunghi, soprattutto quando gli attori coinvolti riconsiderano le scelte precedenti e i progetti vengono modificati.
In Consiglio confronto su tempi, verde e nuova funzione urbana
Il dibattito tra i gruppi consiliari ha messo in evidenza aspettative, cautele e richieste di maggiore concretezza. Pierlucio Firrao, per Torino Bellissima, ha definito essenziale la riqualificazione completa dell’area, chiedendo però di passare dalle parole ai fatti in una zona che oggi appare ancora sospesa.
Domenico Garcea, di Forza Italia, ha richiamato la lunga storia della vicenda, nata nel 2014, sottolineando che dopo dodici anni i cittadini chiedono una data per l’avvio dei lavori. Positivo, secondo Garcea, il coinvolgimento del Politecnico, ma resta la necessità di superare una fase percepita come attesa permanente.
Per Pietro Abbruzzese, Torino Bellissima, la città ha bisogno di un centro congressi adeguato, capace di accogliere almeno cinquemila persone. Simone Fissolo, dei Moderati, ha valutato favorevolmente il ruolo del Politecnico e ha richiamato la necessità di comprendere il rapporto tra studentato, sala congressuale, giardino e realtà già presenti sul territorio.
La capogruppo di Sinistra Ecologista, Sara Diena, ha espresso soddisfazione per una svolta attesa da una parte della cittadinanza, ricordando il valore sociale e ambientale del Giardino Artiglieri da Montagna e il ruolo svolto da Comala. Anche Valentino Magazzù, del Partito Democratico, ha giudicato positivamente l’ingresso del Politecnico e la scelta di salvaguardare il giardino.
Il capogruppo del M5S Andrea Russi ha riconosciuto che il coinvolgimento dell’ateneo, la conservazione del verde e il superamento di alcune rigidità della proprietà vanno nella direzione auspicata. Dai Moderati, Ivana Garione ha collegato il nuovo centro congressi alla possibilità di rafforzare il profilo europeo e attrattivo di Torino.
Per Emanuele Busconi, di Sinistra Ecologista, la nuova fase rappresenta un risultato dell’Amministrazione e dei cittadini, maturato attraverso ascolto e partecipazione. Ludovica Cioria, del PD, ha parlato di una proposta capace di comporre interessi differenti e di riscrivere un dossier complesso. Silvio Viale, della Lista civica +Europa, ha chiesto maggiore chiarezza sugli spazi occupati dalla piastra commerciale, riconoscendo però nel mantenimento del giardino il cambiamento più rilevante rispetto al progetto iniziale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to