Torino, Ascom: IA al 19,5% tra le imprese, export in crescita
23/09/2026
L’economia italiana entra nell’autunno 2026 con segnali contrastanti tra innovazione, commercio estero, credito e prezzi. Nell’outlook pubblicato il 22 settembre, Ascom Torino richiama in particolare la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, l’andamento positivo dell’export extra Ue e il ritorno delle pressioni inflazionistiche legate anche ai costi energetici. Tra il 2024 e il 2025, secondo i dati Unioncamere citati nell’analisi, la quota di aziende che utilizza soluzioni di IA è passata dal 13,1% al 19,5%.
Intelligenza artificiale, utilizzo in crescita nelle imprese
La diffusione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sta interessando con intensità differenti i diversi comparti produttivi. Nell’industria, la percentuale delle imprese che utilizza questi strumenti ha raggiunto il 13,6%, con una crescita significativa nell’arco di un anno.
L’analisi evidenzia tuttavia come l’introduzione dell’IA non proceda allo stesso ritmo in tutte le aziende. Le realtà maggiormente orientate all’innovazione, alla ricerca e ai mercati internazionali dispongono generalmente di condizioni più favorevoli per integrare le nuove tecnologie nei processi produttivi. Accanto agli investimenti tecnologici diventano quindi centrali la formazione del personale, l’organizzazione aziendale e la capacità di ripensare prodotti e rapporti con la clientela.
Nel quadro richiamato da Ascom Torino trovano spazio anche le considerazioni della direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, e del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Il tema riguarda l’impatto dell’innovazione su produttività, crescita economica, inflazione, mercati finanziari e sistemi di pagamento, oltre alla necessità per istituzioni e imprese di adattare competenze e modelli organizzativi.
Export a luglio: +0,3%, spinta dai mercati extra Ue
Sul fronte del commercio internazionale, a luglio le esportazioni italiane sono aumentate dello 0,3% rispetto a giugno. Il risultato è stato sostenuto dalle vendite verso i Paesi extra Unione europea, cresciute del 6,9%, mentre l’export diretto verso i partner Ue è diminuito del 5,6%. Nello stesso mese le importazioni hanno registrato una flessione dell’1,2%.
Il quadro resta condizionato dalle tensioni geopolitiche, dalle barriere commerciali e dalla concorrenza sui mercati internazionali. Ascom richiama inoltre la crescita della pressione esercitata dalle importazioni cinesi, in particolare nei prodotti tecnologici e nelle fasce di prezzo più basse.
Per le imprese italiane, il confronto internazionale riguarda quindi anche il posizionamento nei segmenti a maggiore valore aggiunto. Qualità produttiva, design, capacità manageriale e forza del marchio vengono indicati come elementi in grado di sostenere la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.
Prestiti in aumento, costruzioni in calo dell’1,4%
Ad agosto i prestiti destinati a famiglie e imprese sono aumentati del 3,4% su base annua. A luglio la crescita era stata del 4,1% per le aziende e del 2,6% per le famiglie, un andamento che segnala una maggiore disponibilità di credito per investimenti e consumi.
Il settore dei servizi mantiene una situazione relativamente favorevole, sostenuto anche dal turismo internazionale e dall’occupazione, mentre maggiori difficoltà emergono nelle costruzioni. A luglio la produzione del comparto è infatti diminuita dell’1,4% rispetto a giugno.
Inflazione al 3,3% in Italia, energia tra i fattori di pressione
Il capitolo più delicato riguarda l’andamento dei prezzi. Ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo è salito del 3,3% su base annua, contro il 2,9% registrato a luglio. Nell’area euro l’inflazione ha raggiunto il 3,2%.
Secondo il quadro riportato nell’outlook, sulle dinamiche inflazionistiche incidono anche le tensioni in Medio Oriente e i rincari energetici. Un’accelerazione prolungata dei prezzi potrebbe pesare sulla capacità di spesa delle famiglie e condizionare le decisioni di politica monetaria nei prossimi mesi.
L’analisi di Ascom Torino restituisce quindi un’economia nella quale innovazione digitale ed export continuano a offrire opportunità alle imprese, mentre inflazione, costi energetici e debolezza di alcuni settori produttivi restano tra gli elementi da monitorare durante l’autunno.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to