Piemonte, Regione e UniTo rafforzano l’alleanza su ricerca e innovazione
06/10/2026
Regione Piemonte e Università di Torino rafforzano la collaborazione su ricerca, innovazione, formazione e internazionalizzazione. Il confronto si è svolto il 5 ottobre al Grattacielo della Regione, con l’obiettivo di costruire un’agenda comune e programmare incontri periodici dedicati a temi specifici, dalle infrastrutture scientifiche alla formazione permanente, fino al rapporto con imprese e reti internazionali.
Ricerca e investimenti al centro del confronto
L’incontro ha riunito la squadra di governo dell’Università di Torino e i rappresentanti della Giunta regionale. Per UniTo erano presenti, tra gli altri, la rettrice Cristina Prandi, il prorettore Gianluca Cuniberti, la direttrice generale Giuliana Fenu e i vice rettori responsabili delle principali aree strategiche dell’Ateneo.
Per la Regione hanno partecipato assessori, sottosegretari e direttori generali, con l’obiettivo di mettere in relazione le politiche universitarie con quelle regionali su sviluppo, ricerca applicata, salute, ambiente, agricoltura, innovazione e attrazione degli investimenti.
Il presidente della Regione Alberto Cirio ha richiamato il ruolo dell’Università nel rafforzare l’attrattività del Piemonte e nel creare condizioni favorevoli all’insediamento di nuove imprese. Tra gli strumenti già attivi ha ricordato anche le borse di studio, che hanno superato i 114 milioni di euro di fondi regionali, e il programma Piemove, che ha oltrepassato le 81 mila adesioni.
40 milioni per SWIch e altri 40 milioni per STEP
Una parte importante della collaborazione riguarda le risorse del programma FESR 2021-2027. A luglio è stato pubblicato il bando SWIch 2026, dedicato a ricerca, sviluppo e valorizzazione industriale dell’innovazione, con una dotazione complessiva di 40 milioni di euro.
Altri 40 milioni di euro finanziano il bando STEP, destinato alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e industrializzazione nell’ambito delle tecnologie strategiche per l’Europa.
A queste risorse si aggiungono 45 milioni di euro del FESR destinati al bando Infra+, che finanzia 27 progetti di sostegno alla ricerca. In 14 di questi UniTo è capofila o direttamente coinvolta insieme ad altri atenei piemontesi, con un contributo complessivo di 16 milioni di euro destinato all’acquisto di macchinari avanzati e al potenziamento dei laboratori.
UniTo conta oltre 800 progetti competitivi
L’Università di Torino può contare su oltre 800 progetti finanziati attraverso bandi competitivi, 70 infrastrutture di ricerca aperte e cinque piattaforme scientifiche interdisciplinari.
Le aree coinvolte comprendono intelligenza artificiale, transizione energetica, aerospazio, plastiche sostenibili e gestione delle risorse idriche. L’obiettivo condiviso è sviluppare una gestione più coordinata delle infrastrutture, facilitando anche l’accesso di soggetti esterni alle competenze e alle strumentazioni disponibili.
La Regione punta inoltre a valorizzare questi strumenti nei rapporti con le imprese e nei programmi di ricerca applicata, creando una maggiore integrazione tra università, sistema produttivo e politiche pubbliche.
Internazionalizzazione e reti con oltre 90 Paesi
Il confronto ha riguardato anche l’internazionalizzazione. UniTo dispone di oltre 580 accordi di cooperazione in più di 90 Paesi, offre 29 corsi di studio interamente in inglese e guida l’alleanza europea UNITA.
Collegare queste reti alle relazioni internazionali della Regione e delle imprese piemontesi potrebbe favorire nuovi progetti, rafforzare la presenza di studenti e ricercatori stranieri e creare ulteriori opportunità di investimento.
La rettrice Cristina Prandi ha sottolineato come le sfide legate a intelligenza artificiale, sostenibilità, qualità dell’aria, energia, risorse idriche, biotech e salute richiedano una maggiore integrazione tra conoscenze scientifiche, umanistiche e sociali.
Formazione continua anche nelle sedi decentrate
Un altro ambito di lavoro riguarda l’apprendimento permanente. L’Ateneo intende ampliare l’offerta destinata a professionisti, lavoratrici e lavoratori attraverso percorsi flessibili, moduli brevi e sistemi di certificazione delle competenze.
La presenza di UniTo ad Alba, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea e Savigliano, oltre che a Torino e nell’area metropolitana, potrebbe favorire una maggiore diffusione territoriale delle opportunità formative.
Il programma MATCHIN, rivolto alle Pmi, va nella stessa direzione: il bando dispone di 5 milioni di euro per favorire l’assunzione di ricercatori e figure altamente qualificate nelle piccole e medie imprese piemontesi.
Biblioteche, musei e patrimonio culturale
La collaborazione tra Regione e Università comprende anche la valorizzazione del patrimonio culturale. UniTo dispone di 21 biblioteche distribuite su 32 sedi e conserva circa 3 milioni di volumi, oltre a musei, archivio storico e collezioni scientifiche.
Il polo museale dell’Ateneo ha accolto oltre 833 mila visitatori dalla sua apertura nel 2007, mentre l’Orto Botanico ha registrato circa 40 mila visitatori nel 2026.
Regione e Università intendono ora proseguire il confronto attraverso appuntamenti tematici, con l’obiettivo di rendere più stabile il coordinamento tra ricerca, formazione, innovazione e programmazione regionale.
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