Torino, sequestrati beni per 800mila euro a due indagati per truffe
24/09/2026
Due ville, due auto sportive, un orologio di lusso, gioielli in oro e denaro contante per un valore complessivo stimato in circa 800mila euro sono stati sottoposti a sequestro di prevenzione dalla Polizia di Stato di Torino. Il provvedimento è stato eseguito nelle prime ore di lunedì 21 settembre 2026 dagli agenti della Divisione Polizia Anticrimine e riguarda due persone con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, comprese diverse truffe ai danni di anziani.
Due ville e auto sportive tra i beni sequestrati
Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione, che ha accolto la proposta presentata il 17 luglio dal questore di Torino. Il decreto riguarda beni che, secondo gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Polizia, sarebbero riconducibili ai due destinatari della misura.
Tra i beni sottoposti a vincolo figurano due ville situate in un comune dell’hinterland torinese, due autovetture sportive, un orologio di pregio, numerosi monili in oro e somme di denaro contante. Il valore complessivo del patrimonio interessato dal provvedimento viene quantificato dalla Questura in circa 800mila euro.
La misura ha natura preventiva e si inserisce nel procedimento volto a verificare la provenienza e la disponibilità di patrimoni ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro non equivale a una confisca definitiva e sarà sottoposto alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria competente.
Le indagini partite dalle presunte truffe agli anziani
L’attività patrimoniale della Divisione Anticrimine trae origine dagli accertamenti svolti nei primi mesi del 2026 dalla Squadra Mobile di Torino. Secondo la ricostruzione investigativa, i due uomini avrebbero preso di mira soprattutto persone anziane residenti in diversi comuni della provincia.
Il metodo contestato consisteva nel presentarsi alle vittime come tecnici comunali o appartenenti alle forze dell’ordine, così da conquistarne la fiducia e riuscire a entrare nelle abitazioni. Una volta all’interno, secondo gli investigatori, sarebbero stati sottratti denaro e oggetti preziosi custoditi nelle case.
Le verifiche successive hanno riguardato anche la situazione economica e patrimoniale dei due soggetti. La Polizia riferisce di aver riscontrato un tenore di vita ritenuto incompatibile con i redditi ufficialmente dichiarati, caratterizzato dalla disponibilità di immobili di pregio, automobili sportive e altri beni di valore.
Accertamenti sul patrimonio e sui redditi dichiarati
Proprio il confronto tra le disponibilità economiche e i redditi dichiarati ha costituito uno degli elementi alla base della proposta di sequestro avanzata dal questore. Le due ville, secondo quanto riportato dalla Questura, risultavano completamente ultimate e arredate, mentre i destinatari della misura disponevano anche di beni di lusso e somme liquide.
Gli investigatori ritengono che il patrimonio sia stato alimentato anche dai proventi delle condotte delittuose oggetto degli accertamenti. La Polizia sottolinea inoltre l’impatto provocato sulle vittime delle presunte truffe: oltre al danno economico, alcuni anziani avrebbero affrontato conseguenze psicologiche legate alla perdita di denaro e beni personali e alla violazione della propria abitazione.
Chiesta anche la sorveglianza speciale
Parallelamente al sequestro patrimoniale, il questore di Torino ha chiesto l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti dei due uomini. La proposta prevede una durata di cinque anni per uno dei destinatari e di tre anni per l’altro, con obbligo di soggiorno nel rispettivo comune di residenza.
La richiesta sarà valutata nell’ambito del procedimento previsto dalla normativa sulle misure di prevenzione. L’operazione del 21 settembre rientra nell’attività della Questura finalizzata a intervenire anche sul versante patrimoniale nei confronti di persone ritenute socialmente pericolose, affiancando ai tradizionali strumenti investigativi quelli destinati a colpire beni e disponibilità economiche di presunta provenienza illecita.
Resta ferma, per le persone coinvolte, la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale accertamento definitivo delle responsabilità nelle sedi competenti.
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