Torino, Metro 1 in bilico per la crisi ICI
07/07/2026
Il completamento della linea 1 della metropolitana di Torino rischia nuovi ritardi e maggiori costi a causa della crisi di ICI S.p.A., impresa impegnata nei cantieri del prolungamento ovest e nell’ampliamento del comprensorio tecnico di Collegno. La situazione è stata al centro della seduta del Consiglio comunale, aperta dalla relazione dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.
La crisi dell’appaltatore e i cantieri ancora aperti
Foglietta ha definito la vicenda un evento straordinario, legato alle difficoltà di un’impresa attiva in diversi cantieri pubblici nazionali e non a scelte della Città o della stazione appaltante. Secondo l’assessora, Torino e Infra.To hanno già adottato le misure consentite per evitare il blocco dei lavori e tutelare un investimento pubblico di grande rilievo.
ICI è coinvolta negli appalti per il prolungamento da Fermi a Collegno centro e da Collegno centro a Cascine Vica, due lotti finanziati rispettivamente con 65 milioni e 77 milioni di euro. L’avanzamento delle opere civili è stimato all’84,5% per il primo lotto e al 71,1% per il secondo. Il nuovo deposito treni risulta completato all’85,5%, mentre l’ampliamento dell’officina è al 69,6%.
Pagamenti diretti e interventi per tenere aperti i lavori
Infra.To, ha spiegato Foglietta, ha disposto pagamenti diretti a subappaltatori e fornitori, interventi sostitutivi per stipendi e contributi dei lavoratori, sospensione temporanea del recupero dell’anticipazione e affidamenti mirati per lavorazioni indispensabili e materiali strategici.
Queste misure hanno permesso di mantenere attivo il cantiere collegato a ICI e di non fermare le attività degli altri appaltatori presenti sull’opera. La decisione del Tribunale di Roma, che ha respinto la domanda di accesso al concordato presentata dall’impresa, rende però necessario avviare le procedure per affidare il completamento dei lavori.
Possibile nuova gara e richiesta di fondi al Governo
Il presidente e amministratore delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, ha convocato per venerdì 10 luglio un CdA straordinario per definire le azioni della stazione appaltante. In caso di risoluzione del contratto, sarà necessaria una nuova gara, con tempi e costi da ridefinire sulla base delle opere ancora da ultimare.
L’Amministrazione comunale chiede al Governo un intervento economico per evitare che i maggiori costi ricadano solo sui bilanci locali. Nel dibattito è stato richiamato il fabbisogno di circa 30 milioni di euro per sbloccare il cantiere, oltre ai 100 milioni indicati per i nuovi treni.
Nel confronto in Aula, opposizioni e maggioranza hanno chiesto chiarimenti su tempi, responsabilità, tutela dei lavoratori, risarcimenti per imprese e cittadini penalizzati dai cantieri e possibile convocazione dei vertici di Infra.To in commissione. Foglietta, nella replica, ha ribadito che il Comune ha rispettato il codice degli appalti e ha candidato progetti per oltre 300 milioni di euro all’avviso del Ministero delle Infrastrutture, chiedendo alle forze politiche un atto congiunto verso il ministro Salvini.
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