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Torino, medici per Abu Safiya: appello dell’Ordine

09/07/2026

Torino, medici per Abu Safiya: appello dell’Ordine

L’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino si unisce all’appello internazionale per il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, detenuto dal 27 dicembre 2024. La presa di posizione arriva dopo la mobilitazione sottoscritta da numerosi medici e professionisti della salute nel mondo, preoccupati per le condizioni del collega palestinese.

Il caso del direttore dell’ospedale Kamal Adwan

Secondo quanto riportato nell’appello, durante l’assedio del nord della Striscia di Gaza Abu Safiya avrebbe scelto di restare nell’ultimo ospedale operativo dell’area per continuare ad assistere pazienti, malati e feriti. Nel corso della stessa fase sarebbe rimasto ferito e avrebbe perso un figlio, ucciso nelle vicinanze della struttura sanitaria.

Al termine dell’assedio dell’ospedale, il medico è stato arrestato dalle forze israeliane. Da allora, riferisce l’Ordine torinese sulla base delle informazioni diffuse da Physicians for Human Rights – Israel e da altre organizzazioni internazionali, risulta detenuto senza che sia stata formalizzata un’accusa nei suoi confronti e senza lo svolgimento di un processo.

Preoccupazione per salute e condizioni di detenzione

Le condizioni di salute e di detenzione del pediatra destano grave preoccupazione tra i professionisti che hanno aderito all’appello. Nel documento vengono richiamate anche denunce di maltrattamenti e la richiesta di un intervento urgente per garantire al medico una valutazione sanitaria indipendente.

L’Ordine dei Medici di Torino esprime solidarietà a un collega che, nel pieno di un contesto di guerra, ha scelto di mettere al centro la cura delle persone. La posizione dell’ente si estende anche a tutti i professionisti sanitari impegnati nei teatri di conflitto, dove medici, infermieri e operatori continuano a prestare assistenza in condizioni estreme.

Il richiamo alla neutralità della professione medica

Nella nota viene richiamato il principio della neutralità della professione sanitaria, sancito dal diritto internazionale umanitario, dalle Convenzioni di Ginevra e dai principi della deontologia medica. Secondo l’Ordine, il personale sanitario deve poter curare i pazienti senza subire persecuzioni legate all’esercizio della propria attività.

La protezione dei medici, degli operatori e delle strutture sanitarie viene indicata come un presidio essenziale di civiltà e come un obbligo riconosciuto dal diritto internazionale. Per questo l’OMCeO Torino auspica la liberazione di Abu Safiya e, nell’immediato, il pieno rispetto dei suoi diritti fondamentali.

In subordine, l’Ordine chiede che al medico palestinese sia garantito un processo equo e rapido, insieme a condizioni di detenzione conformi agli standard internazionali. Il presidente Guido Giustetto, a nome dei professionisti torinesi, sottolinea che la comunità medica non può restare indifferente quando vengono messi in discussione i principi di umanità, indipendenza e neutralità alla base della professione.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to