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Torino Film Festival 2026, Francesca Archibugi presidente di giuria

08/10/2026

Torino Film Festival 2026, Francesca Archibugi presidente di giuria

Sarà Francesca Archibugi a presiedere la giuria della sezione Lungometraggi del 44° Torino Film Festival, in programma dal 24 novembre al 2 dicembre 2026. La nomina della regista e sceneggiatrice italiana è stata annunciata il 5 ottobre dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, organizzatore della manifestazione. Archibugi, autrice di film come “Il grande cocomero”, “Il nome del figlio” e “Il colibrì”, guiderà la giuria chiamata a valutare le opere della sezione. La scelta è stata accolta con soddisfazione dal direttore artistico Giulio Base, che ha evidenziato il percorso professionale della cineasta e la sua attenzione verso le nuove voci del cinema contemporaneo.

Torino Film Festival, Francesca Archibugi alla guida della giuria

La 44ª edizione del Torino Film Festival si svolgerà dal 24 novembre al 2 dicembre 2026, confermando l'appuntamento autunnale della manifestazione cinematografica organizzata dal Museo Nazionale del Cinema.

La presidenza della giuria dei Lungometraggi è stata affidata a Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice che ha costruito una lunga carriera attraverso opere dedicate alle relazioni familiari, ai cambiamenti generazionali e alle dinamiche della società italiana.

La sua filmografia comprende produzioni che alternano commedia e dramma, affrontando temi legati all'adolescenza, alle difficoltà personali e ai rapporti tra individui appartenenti a generazioni differenti.

Nel ruolo di presidente, Archibugi sarà chiamata a coordinare il lavoro della giuria della sezione Lungometraggi, contribuendo alla valutazione delle opere selezionate per la competizione.

L'annuncio rappresenta uno dei primi elementi ufficiali della programmazione dell'edizione 2026, in attesa delle ulteriori informazioni sui film partecipanti e sulla composizione completa della giuria.

Da Mignon è partita a Il colibrì, la carriera della regista

Francesca Archibugi ha esordito alla regia cinematografica nel 1988 con “Mignon è partita”, opera che ha segnato l'inizio di un percorso artistico sviluppato attraverso numerosi lungometraggi.

Nel 1990 ha diretto “Verso sera”, seguito nel 1993 da “Il grande cocomero”, uno dei titoli più conosciuti della sua filmografia. Negli anni successivi sono arrivati “Con gli occhi chiusi”, del 1994, e “L'albero delle pere”, uscito nel 1998.

La regista ha proseguito la propria attività con “Lezioni di volo” nel 2007 e “Questione di cuore” nel 2009, continuando a sviluppare storie incentrate sui rapporti umani e sulle esperienze individuali.

Tra i lavori successivi figurano “Il nome del figlio”, del 2015, “Gli sdraiati”, del 2017, e “Vivere”, del 2019.

Nel 2022 Archibugi ha diretto “Il colibrì”, mentre il film più recente citato dal Museo Nazionale del Cinema è “Illusione”, del 2025.

Questa produzione cinematografica ha consolidato la sua presenza nel panorama italiano, attraverso opere caratterizzate da una particolare attenzione alla scrittura dei personaggi e all'osservazione delle relazioni sociali.

Tre David di Donatello e quattro Nastri d'argento

Nel corso della carriera, Francesca Archibugi ha ottenuto diversi riconoscimenti nell'ambito dell'industria cinematografica italiana.

Secondo il profilo diffuso dal Museo Nazionale del Cinema, la regista ha ricevuto tre David di Donatello, quattro Nastri d'argento, un Globo d'oro e un Premio Flaiano.

I riconoscimenti accompagnano una produzione che, dal debutto del 1988, ha attraversato differenti fasi del cinema italiano, mantenendo una particolare attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi e ai contesti familiari.

La nomina al Torino Film Festival arriva quindi al termine di un percorso professionale caratterizzato da esperienze nella regia e nella sceneggiatura, oltre che da numerosi premi assegnati alle sue opere.

Giulio Base: una scelta legata all'esperienza e alla sensibilità autoriale

Il direttore artistico del Torino Film Festival, Giulio Base, ha commentato la nomina sottolineando il valore del percorso cinematografico di Archibugi.

Base ha richiamato in particolare l'indipendenza artistica della regista e il ruolo che ha avuto nel cinema italiano quando la presenza femminile dietro la macchina da presa era ancora limitata.

Il direttore artistico ha inoltre ricordato l'attenzione dimostrata da Archibugi verso il lavoro e il talento delle altre registe, individuando nella sua esperienza un contributo significativo per la giuria del festival.

Secondo Base, la cineasta potrà mettere la propria sensibilità al servizio della valutazione delle opere, prestando attenzione alle proposte più originali e alle differenti forme espressive presenti nel cinema contemporaneo.

La scelta della presidente di giuria definisce così uno degli incarichi artistici della prossima edizione, che tornerà ad animare Torino tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre.

Torino Film Festival 2026, organizzazione e istituzioni coinvolte

Il 44° Torino Film Festival è organizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il contributo di diverse istituzioni pubbliche e fondazioni.

Tra i soggetti sostenitori figurano il Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT.

La manifestazione si inserisce nel calendario culturale cittadino, con una programmazione dedicata alla produzione cinematografica e al confronto tra differenti esperienze artistiche.

La partecipazione di Francesca Archibugi come presidente della giuria dei Lungometraggi costituisce una delle nomine ufficializzate in vista dell'edizione 2026.

Le date del festival sono fissate dal 24 novembre al 2 dicembre. Ulteriori dettagli sulla selezione dei film, sugli altri componenti della giuria e sul calendario delle proiezioni saranno comunicati dagli organizzatori attraverso i canali ufficiali della manifestazione.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.