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Torino Fast Track City, test gratuiti Hiv e Ist in via Mazzini

13/07/2026

Torino Fast Track City, test gratuiti Hiv e Ist in via Mazzini

Test gratuiti per Hiv, sifilide, epatite B ed epatite C, accompagnamento dopo la diagnosi e attività di consulenza sulla salute sessuale. Sono i servizi offerti dal progetto Torino Fast Track City, presentato il 10 luglio 2026 durante la seduta della Quarta Commissione consiliare, presieduta da Vincenzo Camarda. La rete riunisce Comune di Torino, Asl Città di Torino e associazioni del territorio con l’obiettivo di prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e rendere più agevole l’accesso agli esami.

Screening gratuiti in uno spazio fuori dall’ospedale

L’amministrazione comunale ha messo a disposizione un immobile in via Mazzini 44, dove le persone possono sottoporsi agli screening in un ambiente diverso dai tradizionali ambulatori sanitari. La scelta punta a raggiungere anche chi incontra difficoltà nel rivolgersi ai servizi ordinari per timore, stigma, condizioni economiche o situazioni di marginalità.

I test vengono eseguiti dal personale dell’Asl Città di Torino. Accanto agli esami sono previste attività di counselling, attraverso colloqui riservati dedicati alla sessualità, alla prevenzione e ai comportamenti utili per ridurre il rischio di trasmissione delle infezioni.

Il medico Marco Tutone ha illustrato il funzionamento del servizio, spiegando che l’attività comprende verifiche per Hiv, sifilide ed epatiti virali B e C. La possibilità di effettuare più controlli nello stesso luogo permette di intercettare infezioni che possono rimanere prive di sintomi per periodi prolungati.

L’obiettivo è raggiungere almeno 1.300 test ogni anno

Tra i traguardi indicati dal progetto figura l’esecuzione di almeno 1.300 test all’anno. Paolo Bianciotto, presidente di Casa Arcobaleno, associazione capofila dell’iniziativa, ha richiamato anche la necessità di proseguire l’assistenza successiva a un eventuale esito positivo.

La presa in carico post diagnosi rappresenta una parte centrale del percorso: chi riceve un risultato positivo deve essere accompagnato verso gli approfondimenti clinici, le terapie e i servizi specialistici, evitando interruzioni tra il momento dello screening e l’avvio delle cure.

Il progetto lavora inoltre sul rafforzamento delle reti di comunità, mettendo in collegamento realtà sanitarie, enti pubblici e associazioni. Questo modello consente di costruire servizi vicini alle persone, con particolare attenzione a chi rischia di restare escluso dai normali circuiti di prevenzione.

Diagnosi precoce e riduzione dello stigma

L’assessore comunale al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha descritto Torino Fast Track City come una rete organizzata attorno ai bisogni concreti degli utenti. La disponibilità di uno spazio accessibile e non ospedaliero dovrebbe favorire una partecipazione più ampia, riducendo le barriere che ancora limitano il ricorso ai test.

La diagnosi precoce permette di avviare rapidamente i trattamenti, tutelare la salute della persona e diminuire il rischio di ulteriori trasmissioni. Durante il confronto in Commissione, Ivana Garione dei Moderati ha proposto di coinvolgere anche i consultori ginecologici, ampliando i punti di contatto con la popolazione.

Claudio Cerrato del Partito Democratico ha evidenziato l’integrazione tra il progetto e il servizio sanitario pubblico, chiedendo quali strumenti possano rafforzare ulteriormente le attività preventive. Pietro Tuttolomondo ha osservato che gli investimenti nella prevenzione possono contenere i costi sanitari e ridurre il ricorso all’ospedalizzazione.

Il confronto in Commissione sui dati e sul sostegno comunale

Nel corso della seduta, Angelo Catanzaro ha chiesto ulteriori approfondimenti sui dati disponibili, mentre Valentino Magazzù ha sollecitato chiarimenti sul sostegno garantito dalla Città. Pietro Abbruzzese di Torino Bellissima ha posto una domanda sul numero dei decessi legati all’Aids.

Emanuele Busconi di Alleanza Verdi e Sinistra ha ringraziato gli enti coinvolti e ha indicato il modello torinese come un’esperienza potenzialmente replicabile in altri territori. I responsabili del progetto hanno ribadito che il potenziamento della prevenzione deve procedere insieme al contrasto della povertà, dell’isolamento e delle difficoltà che ostacolano l’accesso alle cure.

Torino Fast Track City punta così a rendere lo screening una pratica più vicina e accessibile, sostenuta da personale sanitario e associazioni capaci di accompagnare le persone prima e dopo il test.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.