Torino, aumentano i contributi alle famiglie affidatarie
21/09/2026
Dal novembre 2026 aumenteranno a Torino i contributi economici destinati alle famiglie affidatarie. La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, una delibera che aggiorna le quote dopo oltre dieci anni e introduce un nuovo accordo triennale con l’ASL Città di Torino. Gli incrementi previsti oscillano tra il 10 e il 21 per cento, a seconda della tipologia di affidamento, con l’obiettivo di adeguare i rimborsi al costo della vita e alla complessità dei bisogni dei minori accolti.
Fino a 920 euro al mese per gli affidamenti in emergenza
Per gli affidamenti residenziali a terzi il contributo minimo mensile salirà da 413 a 500 euro, mentre quello massimo passerà da 826 a 910 euro. Per gli affidamenti a parenti entro il quarto grado, gli importi saranno aggiornati da 266 a 320 euro nella fascia minima e da 578 a 660 euro in quella più alta.
La revisione riguarda anche percorsi con caratteristiche specifiche. Per il Progetto Neonati saranno riconosciuti 850 euro mensili, rispetto agli attuali 760, mentre per gli affidamenti in emergenza e per le famiglie comunità il contributo salirà da 831 a 920 euro al mese. Sono inoltre previsti adeguamenti per gli affidamenti genitore-bambino e per gli interventi rivolti alle situazioni che richiedono un sostegno più intenso.
Secondo l’assessore Jacopo Rosatelli, l’aggiornamento delle quote mira a sostenere con maggiore continuità le famiglie che accolgono bambini e adolescenti quando il nucleo d’origine attraversa una fase di difficoltà, accompagnando il sostegno economico con servizi sociali e sanitari maggiormente coordinati.
Comune e ASL, nasce un’équipe socio-sanitaria permanente
La delibera approva anche un accordo triennale tra il Comune e l’ASL Città di Torino per integrare maggiormente le attività dedicate agli affidamenti. Sarà costituita una struttura stabile formata dagli operatori della Casa dell’Affidamento e da un’équipe socio-sanitaria composta da assistenti sociali, educatori e psicologi dei due enti.
Il gruppo seguirà la promozione dell’affido, la valutazione delle persone e delle famiglie disponibili all’accoglienza, il sostegno psicologico ai minori e l’accompagnamento degli affidatari durante le diverse fasi del percorso. Una particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti emotivi e relazionali dei bambini e degli adolescenti coinvolti.
Il direttore generale dell’ASL Città di Torino, Carlo Picco, ha indicato nell’integrazione tra competenze cliniche e servizi sociali uno strumento per rendere più omogenee le valutazioni, intervenire tempestivamente sulle situazioni critiche e contenere, quando possibile, il ricorso alle strutture residenziali.
A Torino 240 affidamenti residenziali a fine 2025
I dati disponibili al 31 dicembre 2025 restituiscono le dimensioni del sistema cittadino. A Torino risultavano attivi 240 affidamenti residenziali: 149 eterofamiliari, di cui 130 disposti dall’autorità giudiziaria e 19 consensuali, e 91 intrafamiliari, suddivisi tra 82 giudiziali e 9 consensuali.
Tra questi percorsi, 31 riguardavano famiglie comunità, 38 il Progetto Neonati e 65 minori con disabilità. Erano inoltre attivi 111 affidamenti di minori stranieri non accompagnati presso parenti o connazionali. Nello stesso periodo 342 minori risultavano accolti in strutture residenziali, in Piemonte o fuori regione: 186 erano minori stranieri non accompagnati e 156 appartenevano ad altre categorie.
Il nuovo assetto prevede anche un Tavolo interistituzionale di governance tra Comune e ASL, incaricato di monitorare i risultati, aggiornare i protocolli operativi e verificare l’andamento degli interventi. Tra gli obiettivi figurano la prevenzione degli allontanamenti evitabili, il sostegno alle famiglie d’origine, la riduzione delle interruzioni dei percorsi di affido e il rafforzamento dell’accoglienza familiare come alternativa al collocamento in comunità.
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