Torino, 150mila euro a NOTARI-AI per gli archivi storici
23/07/2026
L’Università di Torino ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept da 150.000 euro per sviluppare NOTARI-AI, un sistema di intelligenza artificiale destinato a estrarre e organizzare le informazioni contenute nei documenti storici digitalizzati. Il progetto durerà 18 mesi e sarà coordinato da Marta Gravela, docente di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi Storici di UniTo.
Dalle immagini dei manoscritti ai dati consultabili
NOTARI-AI, acronimo di Automating Structured Historical Knowledge from Digitised Archives, nasce come evoluzione di DEMALPS, progetto finanziato nel 2022 attraverso un ERC Starting Grant. Il nuovo lavoro punta a trasformare i risultati della ricerca storica in uno strumento utilizzabile da archivi pubblici e privati.
Molte istituzioni culturali hanno digitalizzato grandi quantità di documenti, rendendo disponibili online immagini di manoscritti, registri e altri materiali. La consultazione di queste fonti resta però complessa: le piattaforme esistenti possono convertire la scrittura in testo ricercabile, ma incontrano ancora difficoltà nell’individuare e collegare automaticamente le informazioni presenti nei documenti.
Il sistema progettato dall’Università di Torino dovrà superare questo limite, trasformando il contenuto delle fonti in dati strutturati. Gli utenti potranno così cercare persone, località, istituzioni e relazioni senza dover esaminare manualmente ogni singola pagina.
Come funzionerà il sistema NOTARI-AI
Il progetto integrerà diverse tecnologie per l’analisi automatica dei documenti storici. La prima fase utilizzerà il riconoscimento della scrittura manoscritta, noto come Handwritten Text Recognition, per convertire le immagini delle fonti in testo digitale.
Successivamente entrerà in funzione il sistema di Named Entity Recognition, incaricato di identificare nomi di persone, luoghi, enti e altri elementi rilevanti. Il Named Entity Linking permetterà poi di stabilire quando citazioni presenti in documenti differenti si riferiscono allo stesso individuo o alla medesima istituzione.
Attraverso questi passaggi, NOTARI-AI potrà ricostruire reti di rapporti personali, economici e istituzionali distribuite tra numerose fonti. Il sistema semi-autonomo cercherà di riprodurre su scala computazionale alcune attività interpretative svolte dagli archivisti, mantenendo il contributo degli esperti nella verifica dei risultati.
Tre archivi europei coinvolti nella sperimentazione
La tecnologia sarà sviluppata e validata con la collaborazione di tre istituzioni: gli Archives du département du Rhône et de la métropole de Lyon, l’Archivio Storico della Città di Torino e l’Archivio Borromeo Isola Bella.
I casi di studio serviranno a valutare l’efficacia della metodologia su patrimoni documentari differenti e a verificare la possibilità di trasferire il sistema ad altri archivi che hanno già digitalizzato i propri fondi. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento trasparente e verificabile, capace di affiancare il lavoro degli studiosi e dei professionisti della conservazione.
Le possibili applicazioni riguardano anche genealogisti, economisti, ricercatori ambientali, studiosi delle scienze sociali e amministratori pubblici. La disponibilità di informazioni strutturate potrà infatti agevolare analisi basate su grandi quantità di fonti, riducendo i tempi necessari per individuare collegamenti e ricostruire fenomeni storici.
Marta Gravela ha spiegato che NOTARI-AI nasce dal lavoro condotto dal gruppo DEMALPS su un ampio insieme di documenti tardomedievali inediti, conservati in diversi archivi dell’arco alpino occidentale. Da questa esperienza è emersa l’esigenza di rendere il materiale utilizzabile su larga scala, creando una tecnologia applicabile anche ad altri percorsi di ricerca.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to