Ministero del Lavoro: nuove linee guida sui fondi interprofessionali per la formazione continua
11/01/2026
Con il Decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026, la Direzione Generale delle Politiche Attive del Lavoro, dei Servizi per il Lavoro e degli Incentivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato un nuovo impianto di regole per l’attivazione, il funzionamento e la vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, previsti dall’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il provvedimento include le Linee Guida e una serie di allegati tecnici, destinati a disciplinare in modo più puntuale procedure, responsabilità e controlli.
Il passaggio è rilevante perché incide su strumenti che, per molte imprese, rappresentano la via principale per finanziare percorsi di aggiornamento e riqualificazione del personale, spesso con impatti diretti sull’organizzazione interna e sulla capacità di tenere il passo con innovazioni tecnologiche e cambiamenti di mercato.
Cosa cambia rispetto alle indicazioni precedenti
Le nuove Linee Guida sostituiscono quelle che, fino a oggi, hanno costituito il riferimento operativo per la gestione delle risorse dei fondi: il documento richiamato era contenuto nella Circolare ANPAL n. 1 del 10 aprile 2018. Il cambio di cornice non è un dettaglio formale: significa che l’orientamento interpretativo e procedurale viene riallineato attraverso un atto ministeriale dedicato, con effetti sull’assetto complessivo di governance e sugli standard di controllo.
Per operatori e soggetti interessati, l’aggiornamento comporta la necessità di rivedere prassi consolidate, in particolare dove l’applicazione delle regole si appoggiava a interpretazioni stratificate nel tempo. Quando una disciplina viene sostituita integralmente, la differenza si misura spesso nei passaggi “minori”: modulistica, tracciabilità, criteri di verifica, flussi documentali. È lì che nascono le criticità operative, ed è lì che conviene concentrarsi.
Allegati e strumenti operativi: cosa contiene il pacchetto 2026
Oltre al testo principale delle Linee Guida, il decreto mette a disposizione una serie di allegati (dal n. 1 al n. 4, inclusa la versione 3.1 in PDF e in XLS) che hanno una funzione pratica: chiarire schemi, standard informativi e supporti utili per rendere omogenee le attività di gestione e vigilanza.
Per le imprese e per chi assiste aziende e parti sociali, questo materiale diventa la base per aggiornare procedure interne e modalità di interlocuzione con i fondi. In molti casi, la tempestività è ciò che fa la differenza: adeguarsi rapidamente riduce il rischio di errori, rallentamenti nell’istruttoria dei piani formativi e contestazioni in fase di controllo.
Implicazioni per imprese e soggetti attuatori
L’adozione di nuove regole incide su chi programma formazione, su chi la eroga e su chi ne controlla la corretta attuazione. Per le aziende, il punto centrale resta trasformare una possibilità normativa in percorsi reali, spendibili e coerenti con le esigenze produttive; per i soggetti attuatori, la sfida è coniugare qualità dei contenuti e rispetto puntuale delle regole amministrative. Il decreto si inserisce proprio in questo equilibrio, rafforzando il quadro di funzionamento e vigilanza.