Caricamento...

Torino365 Logo Torino365

Blackout, al Sud 7,5 interruzioni per utenza: negozi in allarme

14/07/2026

Blackout, al Sud 7,5 interruzioni per utenza: negozi in allarme

Nel 2025 le utenze del Sud Italia hanno registrato in media 7,5 blackout, contro i 3,5 rilevati nel Nord. Un divario che fotografa le difficoltà della rete elettrica e le conseguenze economiche per negozi, pubblici esercizi e aziende manifatturiere. Secondo Confcommercio, poche ore senza corrente possono provocare perdite comprese tra 2mila e 5mila euro, considerando incassi mancati, merci deteriorate, personale fermo e danni alle apparecchiature.

Interruzioni elettriche da Roma a Torino e Teramo

Le segnalazioni raccolte sul territorio descrivono un problema esteso a diverse aree del Paese. All’inizio di luglio il Comune di Fonte Nuova ha chiesto verifiche dopo una serie di interruzioni che ha interessato il quadrante nord-est della Città metropolitana di Roma. A Torino, i disservizi verificatisi alla fine di giugno in numerosi quartieri sono stati affrontati anche dal Consiglio comunale.

A Teramo, invece, i ripetuti blackout hanno portato l’amministrazione comunale ed E-Distribuzione a confrontarsi in Prefettura. Episodi analoghi hanno coinvolto altre città, mettendo sotto pressione attività commerciali, impianti produttivi e servizi che dipendono dal funzionamento continuo delle apparecchiature elettriche.

I dati dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e dei principali distributori indicano un deterioramento della continuità del servizio, aggravato dalle temperature elevate e dagli eventi climatici estremi. La criticità non riguarda la quantità di energia prodotta, ma la capacità delle reti di distribuzione di sostenere picchi di consumo elevati, soprattutto nelle ore in cui condizionatori, frigoriferi e impianti industriali operano contemporaneamente.

Micro-interruzioni dannose per la produzione industriale

Per la manifattura, le conseguenze non dipendono esclusivamente dai blackout prolungati. Anche una sospensione di pochi istanti o un improvviso calo della tensione può bloccare una linea produttiva, danneggiare componenti elettronici e mandare in tilt sistemi informatici e di telecomunicazione.

Daniele Bianchi, presidente del Coordinamento dei Consorzi Energia di Confindustria, ha richiamato l’attenzione sul decadimento della qualità della rete. Le interruzioni complete risultano meno frequenti per le aziende collegate alla media e all’alta tensione, ma le micro-interruzioni possono avere effetti rilevanti su macchinari complessi e processi che richiedono continuità.

Le cartiere figurano tra le imprese maggiormente esposte. Dopo un arresto improvviso, il ripristino della fornitura non consente necessariamente di riavviare subito la produzione: occorre controllare gli impianti, eliminare eventuali materiali compromessi e completare procedure tecniche che possono richiedere diverse ore.

Perdite fino a 5mila euro nei pubblici esercizi

Confcommercio stima che un blackout possa costare a un’attività tra 2mila e 5mila euro nel giro di poche ore. Il danno aumenta quando l’interruzione si verifica durante il servizio di un ristorante o di un bar, con clienti già presenti, cucine ferme e alimenti conservati in frigoriferi e congelatori privi di alimentazione.

Alla perdita degli incassi si aggiunge l’impossibilità di utilizzare Pos, registratori telematici, sistemi di ordinazione, impianti di refrigerazione e dispositivi di sicurezza. Pierpaolo Masciocchi, responsabile Ambiente, Utilities e Sicurezza di Confcommercio, ha definito i blackout estivi un problema strutturale e generalizzato, chiedendo interventi rapidi sulle infrastrutture.

Indennizzi giudicati insufficienti dalle imprese

La normativa prevede per famiglie e piccole utenze in bassa tensione un indennizzo automatico dopo otto ore consecutive senza elettricità. Il rimborso parte da 34,50 euro e aumenta in relazione alla durata del disservizio e alla potenza impegnata.

Il limite massimo può raggiungere 10mila euro per le utenze di maggiori dimensioni collegate in bassa tensione e 40mila euro per quelle in media tensione. Secondo le associazioni di categoria, però, gli importi non compensano le perdite effettive sostenute dalle aziende, soprattutto quando vengono danneggiati macchinari, scorte alimentari o lavorazioni già avviate.

Confcommercio chiede quindi di accelerare la sostituzione delle infrastrutture obsolete, rafforzare le reti e introdurre sistemi di monitoraggio predittivo dei carichi. L’aumento dei consumi elettrici e la maggiore frequenza delle ondate di calore rischiano di trasformare le interruzioni della corrente in una debolezza permanente per il commercio e il sistema produttivo italiano.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.