Torino, l’Università ricorda Carlo Petrini e la sua eredità
23/05/2026
L’Università di Torino esprime cordoglio per la scomparsa di Carlo “Carlin” Petrini, fondatore di Slow Food e figura di riferimento della cultura italiana e internazionale. La rettrice Cristina Prandi, a nome dell’intera comunità accademica, ha ricordato il ruolo di un intellettuale capace di trasformare il cibo in uno strumento di conoscenza, giustizia sociale, responsabilità ambientale e cura del pianeta, lasciando un’eredità destinata a interrogare anche il mondo universitario.
Il cibo come cultura, ambiente e responsabilità sociale
Nel messaggio di cordoglio, l’Ateneo sottolinea come Petrini abbia saputo cambiare il modo di leggere il rapporto tra alimentazione, territori e comunità. La sua visione ha superato l’idea del cibo come semplice produzione o consumo, collegandolo al modo in cui le persone abitano la Terra, custodiscono la biodiversità, rispettano il lavoro e costruiscono relazioni più consapevoli con l’ambiente.
L’espressione “buono, pulito e giusto”, legata al pensiero di Slow Food, viene richiamata come una delle intuizioni più forti del percorso culturale di Petrini. Attraverso quella formula, il fondatore del movimento ha contribuito a ridefinire il lessico della sostenibilità, intrecciando salute, economia, educazione, democrazia, tutela dei saperi contadini e difesa delle filiere locali.
Partendo dai territori e dalle comunità, Petrini ha costruito nel tempo un movimento capace di parlare a livello internazionale senza perdere il legame con le produzioni locali, le pratiche agricole e le persone che custodiscono conoscenze spesso fragili, ma decisive per la qualità dei luoghi e per il futuro delle nuove generazioni.
Il cordoglio della rettrice Prandi e della comunità accademica
La rettrice Cristina Prandi ha evidenziato la profondità dell’eredità lasciata da Petrini, fatta di visione globale e radicamento locale, pensiero critico e concretezza, cultura e impegno civile. Nel ricordo dell’Università di Torino emerge anche il legame tra conoscenza scientifica, partecipazione collettiva e responsabilità pubblica, elementi che Petrini ha indicato come necessari per affrontare le grandi sfide ambientali, alimentari e sociali.
Secondo l’Ateneo, il suo contributo continuerà a parlare anche all’università, chiamata a formare coscienze libere, competenze responsabili e cittadini capaci di misurarsi con transizione ecologica, giustizia sociale e sostenibilità. La sua esperienza viene letta come un invito a unire ricerca, educazione e impegno nei territori, senza separare il sapere dalle condizioni concrete della vita delle comunità.
Il cordoglio dell’Università di Torino è rivolto alla famiglia di Petrini, all’Università di Scienze Gastronomiche e al rettore Nicola Perullo, alla comunità di Slow Food, agli amici e a tutte le persone che hanno condiviso con lui idee, progetti, battaglie e valori. Un omaggio istituzionale che riconosce il peso culturale di una figura capace di lasciare un segno profondo nel dibattito pubblico italiano e internazionale.
Articolo Precedente
Torino, tenta rapina a 94enne in Barriera Milano: arrestato
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.