Torino, arrestato il presunto rapinatore trasformista
04/05/2026
La Polizia di Stato di Torino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino italiano ritenuto il presunto autore della rapina aggravata commessa il 10 marzo 2026 in un supermercato di via Lajolo, dove un uomo travisato e armato di un grosso coltello da cucina aveva minacciato una cassiera facendosi consegnare l’incasso di 730 euro.
Il colpo nel supermercato di via Lajolo
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la rapina è avvenuta poco prima delle 16. L’uomo si sarebbe avvicinato all’ingresso del supermercato cercando di sottrarsi alle telecamere esterne, riparandosi sotto un ombrello a quadri rossi e neri. Una volta entrato, con il volto coperto e il coltello in mano, avrebbe raggiunto la cassa e costretto la dipendente a consegnare il denaro.
Durante il colpo il rapinatore indossava una felpa rossa con cappuccio, un cappello giallo e uno scaldacollo nero. Proprio l’abbigliamento, insieme ai successivi cambi d’abito ripresi dalle telecamere della zona, è diventato uno degli elementi centrali dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile torinese, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
La fuga tra cambi d’abito e il trolley della compagna
Gli investigatori hanno analizzato con attenzione i filmati di videosorveglianza acquisiti nelle strade vicine, ricostruendo una fuga definita articolata e preparata. In un primo momento l’uomo è stato ripreso mentre correva in via Breglio, ancora con pantaloni e scarpe compatibili con quelli usati durante la rapina, ma senza la felpa rossa, sotto la quale sarebbe comparsa una felpa grigia.
Poco dopo, le telecamere lo avrebbero immortalato in via Roccavione mentre camminava a passo normale insieme alla convivente. La donna trascinava un piccolo trolley che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato per nascondere gli indumenti impiegati durante il colpo. Circa mezz’ora dopo la rapina, l’uomo è stato controllato dalla Polizia in via Nigra con un aspetto completamente diverso: giubbotto nero, felpa gialla e pantaloni grigi.
Gli accertamenti della Squadra Mobile
Il tentativo di modificare più volte il proprio aspetto non avrebbe impedito agli investigatori di collegare l’indagato al soggetto ripreso dal sistema di videosorveglianza del supermercato. L’incrocio dei fotogrammi, insieme agli altri elementi raccolti, ha permesso alla Squadra Mobile di delineare un quadro investigativo poi rafforzato dalla perquisizione domiciliare.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo le risultanze del Pubblico Ministero fondate sulle annotazioni di polizia giudiziaria e sulle testimonianze acquisite, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi necessari per l’emissione della misura cautelare. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per l’uomo resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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