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Torino: armi nascoste in un garage a Madonna di Campagna, un arresto e una denuncia

16/02/2026

Torino: armi nascoste in un garage a Madonna di Campagna, un arresto e una denuncia

Un box auto nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino, è diventato il fulcro di un’indagine della Squadra Mobile che ha portato all’arresto in flagranza di un cittadino albanese e alla denuncia della compagna. Al centro dell’operazione, la detenzione illegale di armi comuni da sparo, contestata a entrambi, e il sospetto che nello stesso spazio fossero custoditi beni di provenienza furtiva.

Il controllo della Squadra Mobile e il sequestro delle armi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli agenti avrebbero appreso che la coppia aveva la disponibilità di un garage, formalmente locato dalla donna, e che all’interno potessero trovarsi armi detenute senza titolo e oggetti riconducibili a furti. Il sopralluogo ha consentito di sorprendere l’uomo nel box, mentre era intento a maneggiare merce presente all’interno.

La perquisizione ha permesso di individuare, nel soppalco del garage, un voluminoso scatolone contenente una pistola semiautomatica a salve, un fucile ad aria compressa e cinque fucili funzionanti: tra questi, un Mauser israeliano calibro 7,62 e quattro fucili a doppia canna. Uno dei fucili, dai primi accertamenti, sarebbe risultato provento di un furto in abitazione avvenuto il 22 dicembre scorso a Saluzzo, in provincia di Cuneo.

Perquisizioni in casa e nel bar: spunta materiale sospetto

L’attività investigativa è proseguita con ulteriori perquisizioni estese all’abitazione dell’indagato e a un bar di sua proprietà. In queste fasi sarebbe stato sequestrato materiale ritenuto di interesse, tra cui quadri, biciclette di valore e monili, beni che gli inquirenti stanno verificando per chiarirne l’effettiva provenienza e l’eventuale collegamento con episodi di ricettazione.

Per questo motivo, oltre all’ipotesi principale legata alle armi, entrambi gli indagati sono stati deferiti anche per ricettazione. Gli approfondimenti restano aperti e puntano a ricostruire la filiera di provenienza degli oggetti sottoposti a sequestro.

Sul piano giudiziario, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e resta ferma la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Il G.I.P. di Torino, in sede di convalida, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, disponendo la custodia cautelare in carcere.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.