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“Sicurezza e coesione sociale sono imprescindibili”: confronto a Palazzo Civico tra sindaco e capigruppo

17/01/2026

“Sicurezza e coesione sociale sono imprescindibili”: confronto a Palazzo Civico tra sindaco e capigruppo
Zairon, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

A Palazzo Civico si è tenuto un momento di confronto tra la Conferenza dei capigruppo e il sindaco Stefano Lo Russo, coordinato dalla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. La riunione è arrivata dopo richieste, avanzate sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, di approfondire alcuni temi emersi durante l’assemblea ANCI di Bologna e alcune dichiarazioni pubbliche del sindaco legate alla sicurezza urbana.

Lo Russo ha ricondotto la discussione a un punto che, a suo giudizio, tiene insieme le diverse dimensioni del problema: la sicurezza nelle città non può essere letta come questione esclusivamente di ordine pubblico, perché si intreccia con povertà, marginalità, dipendenze, fragilità psichiche, oltre che con la qualità degli spazi urbani e dei servizi. Sullo sfondo, il rapporto con il governo nazionale e il confronto con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, a partire dal tema delle risorse europee destinate alla coesione sociale.

Fondi europei, PNRR e ruolo dei Comuni: la richiesta di maggiori competenze

Tra i punti richiamati dal sindaco, la richiesta di un ruolo più incisivo dei Comuni nella gestione delle risorse europee orientate alla coesione sociale. Lo Russo ha sostenuto che l’esigenza è supportata anche da un elemento di metodo: i Comuni, e Torino “in particolare ma non solo”, avrebbero dimostrato una capacità di utilizzo dei fondi del PNRR più efficiente rispetto ad altri livelli istituzionali. Da qui l’idea che le città, dove le tensioni sociali si manifestano in modo più immediato, debbano poter disporre di strumenti e margini operativi più ampi per tradurre le risorse in interventi mirati.

Sicurezza urbana: organici, Polizia Locale e la partita delle banche dati

Sul fronte della sicurezza, nel dibattito di Bologna è rientrato anche il tema della riforma delle Polizie Locali, con l’appendice relativa alla possibilità di accedere alle banche dati del Viminale: un passaggio ritenuto utile per rendere più rapidi ed efficaci i controlli su persone e veicoli.

Lo Russo ha ribadito la richiesta di rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, sottolineando una carenza significativa nella sola Polizia di Stato: 5mila agenti rispetto alla pianta organica nazionale, con circa 200 unità mancanti nell’area torinese. Una mancanza che, nella lettura del sindaco, non sarebbe colmabile tramite presìdi dell’esercito, giudicati poco utili sul piano dell’efficacia. Al tempo stesso ha riconosciuto il valore di alcuni strumenti “classici” di controllo del territorio: la visibilità delle forze di polizia e una rete di telecamere intesa come deterrenza e supporto operativo.

Accanto a questi aspetti, il sindaco ha insistito sul fatto che servizi psichiatrici e assistenza sociale restano un tassello decisivo per costruire sicurezza, perché agiscono sulle cause che alimentano degrado e microconflittualità. Ha inoltre richiamato il tema del sistema detentivo, definito non educativo e, per certi aspetti, persino criminogeno: una criticità che, per chi governa le città, finisce per riversarsi nuovamente sul territorio.

Il dibattito in aula: critiche del centrodestra e sfumature nella maggioranza

Nel confronto successivo sono intervenuti vari capigruppo. Per l’opposizione di centrodestra hanno preso la parola Enzo Liardo (FdI) e Pierlucio Firrao (TO Bellissima). Firrao ha criticato l’amministrazione comunale per la flessione degli organici della Polizia Locale nel corso degli anni; Liardo ha richiamato l’idea che la sicurezza non dipenda solo dalla presenza delle forze dell’ordine e che servano politiche amministrative più adeguate, accusando la giunta di eludere alcune problematiche.

Dalla maggioranza, con accenti diversi, è arrivata una sostanziale adesione all’impostazione del sindaco. Simone Fissolo e Ivana Garione (Moderati) hanno sottolineato la necessità di riformare la Polizia Locale e l’opportunità di riconoscere alle città un ruolo più forte nella gestione dei fondi europei, insistendo sulla collaborazione tra istituzioni per politiche di inclusione legate alla sicurezza. La vicepresidente Ludovica Cioria (PD) ha rimarcato la centralità delle risorse europee per la coesione sociale, in un contesto di povertà diffusa.

Per il PD, il capogruppo Claudio Cerrato ha evidenziato che la repressione non basta senza interventi di prevenzione e coesione, tornando anche sull’inadeguatezza del sistema carcerario. Elena Apollonio (AD–DemoS) ha posto l’accento sul ruolo crescente delle città e sul tema della cittadinanza, osservando che “le divise in strada” non esauriscono il problema. Silvio Viale (Radicali / +Europa) ha infine indicato la strada di un approccio meno proibizionista sulle droghe, sostenendo la necessità di gestire e delimitare un fenomeno già presente.

Lo Russo ha chiuso ribadendo l’idea guida del confronto: la sicurezza urbana si costruisce con un pacchetto di politiche che includa rigenerazione urbana, sanità pubblica, servizi sociali, oltre al presidio del territorio. Le persone in difficoltà, ha insistito, non possono essere trattate soltanto come “questione di sicurezza”, chiedendo una collaborazione concreta tra governo nazionale, Regione e Comune.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.