Ordine dei Medici di Torino, la lezione di Giustetto ai neo iscritti: la cura passa ancora dal contatto
02/03/2026
All’Auditorium del Centro Congressi del Santo Volto, la cerimonia annuale dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino ha accolto i nuovi iscritti del 2025: 280 tra medici e odontoiatri, chiamati a entrare in una professione che cambia rapidamente, senza perdere il suo nucleo più essenziale. Il presidente Guido Giustetto ha scelto parole nette e, allo stesso tempo, profondamente pratiche: nell’epoca della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, il contatto fisico resta centrale nella relazione medico-paziente.
“Imposizione delle mani”: l’atto più antico della medicina
Per dare forza al messaggio, Giustetto ha citato Lewis Thomas, medico e saggista statunitense, richiamando l’idea che nel “toccare” il paziente si trovi un sapere antico, spesso dato per scontato, eppure decisivo.
Il punto non è nostalgia: la digitalizzazione ha portato vantaggi evidenti, dalla rapidità dei referti alla possibilità di seguire un paziente a distanza; ciò che preoccupa, semmai, è la conseguenza organizzativa che molti reparti conoscono bene, cioè la sottrazione di tempo alla visita, alla parola, allo sguardo, a quell’alleanza che si costruisce anche con un gesto semplice e misurato.
Giustetto ha indicato una frattura concreta: meno contatto significa più distanza, e la distanza, in medicina, può diventare solitudine. Il contatto fisico, ha ricordato, non serve soltanto a “fare clinica”: comunica presenza, responsabilità, accompagnamento.
Intelligenza artificiale, complessità e unicità della persona
Sul tema dell’IA il presidente ha usato toni realistici: sulle conoscenze, un medico non può “sfidare” una macchina; il terreno decisivo è la gestione della complessità e la protezione della persona nella sua unicità. Qui si gioca la differenza tra calcolo e cura, tra dato e biografia, tra protocollo e fragilità.
Nella stessa direzione si è inserita la riflessione sulle condizioni di lavoro: burocrazia, turni estenuanti, responsabilità, consenso informato, poco tempo per i pazienti, retribuzioni spesso percepite come inadeguate, rischio di contenzioso. Un quadro che alimenta disagio psicologico, burnout e “moral injury”, con ricadute sulle scelte di specializzazione e sulla permanenza nel Servizio sanitario.
Gentilezza e strumenti per restare in piedi
Ai giovani, Giustetto ha rivolto un invito che ha il tono di una regola di sopravvivenza professionale: “Siate gentili”. La gentilezza non come ornamento, ma come resistenza alla disumanizzazione e come difesa personale da rabbia e cinismo. Poi tre consigli: conservare i messaggi di ringraziamento dei pazienti per i momenti difficili; imparare la “giusta distanza” tra empatia e immedesimazione; andare fino in fondo, studiare, crescere, coltivando anche passioni e identità.
Durante la cerimonia i neo iscritti hanno prestato giuramento e ricevuto il distintivo dell’Ordine. Per gli odontoiatri, la presidente della Commissione Albo Odontoiatri Marta Mello ha ribadito che l’IA è uno strumento: utile, potente, privo di responsabilità; a decidere resta sempre la competenza umana.
In chiusura, l’intervento di Paolo Narcisi, presidente di Rainbow for Africa, ha riportato la professione alla sua matrice di solidarietà fondata su studio rigoroso e onestà intellettuale. In mattinata, infine, la premiazione dei decani: 283 colleghi hanno raggiunto i 50, 60 o 70 anni di laurea, con distintivi e targhe di riconoscimento.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to