Online su Frida il nuovo tema del mese: “Senza parole”
10/01/2026
Parlare è uno dei gesti più automatici della nostra quotidianità. Le parole scorrono, si accumulano, riempiono spazi pubblici e privati, strutturano relazioni, conflitti, alleanze. Eppure, osservando con attenzione ciò che accade fuori dalla dimensione umana, diventa evidente come il linguaggio verbale rappresenti solo una delle tante possibilità comunicative sviluppate dalla vita sulla Terra. È da questa consapevolezza che nasce “Senza parole”, il nuovo tema del mese proposto da Frida, un percorso editoriale che invita a riconsiderare il concetto stesso di comunicazione.
L’idea di fondo è semplice solo in apparenza: le parole non sono una condizione necessaria per esprimere informazioni, emozioni, strategie di sopravvivenza. Dalle profondità oceaniche alle chiome degli alberi, ogni specie ha affinato sistemi di scambio complessi, spesso invisibili o difficili da decifrare per l’occhio umano. Frida sceglie di attraversare questo territorio con uno sguardo scientifico ma accessibile, capace di tenere insieme ricerca, divulgazione e riflessione culturale.
Linguaggi invisibili tra scienza e natura
Uno dei fili conduttori del dossier è l’idea che la comunicazione non richieda necessariamente un cervello o un apparato vocale. Le piante, ad esempio, sono in grado di reagire a stimoli sonori specifici: recenti studi mostrano come il ronzio delle api più efficienti possa influenzare la produzione di nettare, suggerendo una forma di dialogo sottile tra mondo vegetale e insetti impollinatori. Un’interazione che sfida la tradizionale separazione tra esseri “attivi” e “passivi” nella catena ecologica.
Allo stesso modo, i ragni trasmettono informazioni fondamentali attraverso le vibrazioni dei fili di seta delle loro tele, costruendo un sistema di segnali che permette di distinguere una preda, un potenziale partner o una minaccia. Anche i delfini, con i loro fischi individuali, utilizzano vere e proprie firme sonore per presentarsi agli altri membri del gruppo, mantenendo relazioni sociali complesse in ambienti estremi.
Ricerca, interviste e nuovi sguardi culturali
Il tema “Senza parole” prende forma attraverso una selezione di contenuti eterogenei. Tra questi, il nuovo episodio di Fuori posto apre una conversazione sulle megattere e sul significato dei loro canti, affrontata con Livio Favaro in un contesto informale ma rigoroso. Accanto ai contributi scientifici, spazio anche alla riflessione etica e filosofica, come nell’intervista a Chiara Grasso di EticoScienza, che propone l’idea di un linguaggio biocentrico, capace di superare l’antropocentrismo che ancora domina molte narrazioni ambientali.
Non mancano incursioni nel mondo dell’editoria illustrata e del racconto visivo, con La vita segreta degli alberi, firmato da Peter Wohlleben, Fred Bernard e Benjamin Flao, che traduce in immagini e parole misurate una rete di relazioni silenziose ma fondamentali per gli ecosistemi.
Il percorso proposto da Frida non cerca effetti spettacolari né semplificazioni didattiche. Al contrario, invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare ciò che normalmente passa inosservato. In un contesto saturo di rumore e dichiarazioni, “Senza parole” suggerisce che comprendere il mondo richiede anche la capacità di riconoscere linguaggi diversi dai nostri, accettando che la comunicazione possa esistere al di fuori del vocabolario umano.
Articolo Precedente
Bando Assistenza Anziani: contributi per le spese di cura sostenute nel 2024