Metro Linea 2, il Comune fissa il cronoprogramma: primo lotto operativo entro il 2032, resta il nodo dei finanziamenti
14/01/2026
Il progetto della Linea 2 della metropolitana torna al centro dell’agenda cittadina. Nella seduta del Consiglio comunale del 12 gennaio 2026, il sindaco Stefano Lo Russo ha ricostruito lo stato di avanzamento dell’opera e le tappe tecniche già avviate, delineando un cronoprogramma che punta alla conclusione dei lavori del primo lotto funzionale entro il primo semestre 2032, con test, collaudi e pre-esercizio programmati entro la fine dello stesso anno.
La rimodulazione complessiva dell’intervento, dal valore di 1.828 milioni di euro, è stata sviluppata da Infra.To in coerenza con la proposta del commissario straordinario e risulta approvata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 28 giugno 2024. La Linea 2 viene oggi impostata per lotti funzionali: il primo, già finanziato, collegherà Rebaudengo a Porta Nuova; il secondo, che prevede il prolungamento fino al Politecnico, resta legato al reperimento delle risorse mancanti, stimate in circa 400 milioni.
Due lotti, una priorità: partire dai sistemi per evitare colli di bottiglia
Uno snodo considerato decisivo dall’amministrazione riguarda l’appalto delle cosiddette “opere di sistema”: segnalamento, armamento ferroviario e fornitura del materiale rotabile. A dicembre è stato aggiudicato il bando da 481 milioni di euro al raggruppamento temporaneo composto da Hitachi Rail Sts e Hitachi Rail Gts Italia. Per il Comune si tratta di un passaggio strategico perché consente di far partire da subito le attività propedeutiche, riducendo il rischio che l’integrazione tra infrastruttura civile e tecnologie venga affrontata solo a valle, quando i margini di correzione si riducono e i costi aumentano.
Il contraente sta già lavorando al Documento di Interfaccia tra opere civili e opere di sistema, un elaborato tecnico che serve a definire compatibilità, standard, punti di connessione e responsabilità operative. L’avvio dell’esecuzione contrattuale è previsto già a gennaio 2026 con le attività di progettazione.
Architettura delle stazioni e monitoraggi: identità visiva e cantieri più “leggibili”
La Linea 2 non viene presentata soltanto come infrastruttura di trasporto. Sul tavolo c’è anche l’impianto architettonico e comunicativo della nuova linea: il 7 ottobre sono state acquisite le proposte preliminari del concorso internazionale dedicato ad architettura, design delle stazioni e identità visiva. Ventisei i concorrenti, cinque i finalisti ammessi alla seconda fase; il vincitore sarà proclamato il 6 febbraio 2026. Dal concorso deriverà anche la “brand identity” della linea, con logo e simbolo distintivo destinati a caratterizzarla durante il cantiere e poi in esercizio.
Sul fronte ambientale, entro marzo 2026 partiranno i monitoraggi “ante operam” lungo il tracciato, dopo l’aggiudicazione della gara di dicembre: un raggruppamento con Edison Next Environment, Ausilio e Orion curerà i controlli ambientali, mentre Famas System e Almaviva realizzeranno il sistema informativo centralizzato.
La prossima scadenza chiave è annunciata per aprile 2026, quando verrà bandita la gara per progettazione esecutiva e realizzazione delle opere civili con appalto integrato; l’affidamento è stimato entro la fine del terzo trimestre 2026.
Un Consiglio comunale compatto, ma resta il nodo delle risorse
Dal dibattito in Sala Rossa emerge una convergenza politica rara su un’opera considerata decisiva per la mobilità e la rigenerazione urbana, soprattutto nell’area nord. Tra i temi emersi: la necessità di evitare ritardi, la discussione sulla tecnologia e sull’interoperabilità con la Linea 1, l’urgenza di reperire i finanziamenti mancanti per il prolungamento fino al Politecnico e, in parallelo, l’attenzione al completamento della stessa Linea 1.
Nella replica, Lo Russo ha rivendicato il valore politico di una maggioranza e opposizioni allineate sull’importanza della Metro 2, indicando nella scelta tecnologica un elemento che può garantire una gestione futura più sostenibile sul piano economico. Il messaggio, al netto dei passaggi procedurali, è chiaro: il primo tratto è incardinato su tappe già calendarizzate; il completamento dell’intero asse dipenderà dalla capacità di chiudere il capitolo finanziario ancora aperto.
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