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IrenAmbiente, la app per i rifiuti arriva in Commissione: crescita utenti, segnalazioni e nodi ancora aperti

11/01/2026

IrenAmbiente, la app per i rifiuti arriva in Commissione: crescita utenti, segnalazioni e nodi ancora aperti

Nella seduta dell’8 gennaio 2026 delle Commissioni Servizi pubblici locali e Sesta, presieduta da Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista), il Comune di Torino ha dedicato un passaggio specifico alla presentazione di IrenAmbiente, l’app sviluppata dal Gruppo Iren per la gestione dei rifiuti. Il tema, dietro l’apparenza tecnica, intercetta un punto molto pratico: la raccolta differenziata funziona davvero quando le regole diventano accessibili, immediate, verificabili sul telefono mentre si è davanti al bidone, o quando serve capire dove conferire un rifiuto “strano” senza perdere mezz’ora a cercare informazioni sparse.

La presidente di Amiat, Paola Bragantini, ha ricordato che l’app è stata rinnovata due anni fa, con aggiornamenti continui e campagne informative dedicate. È una dichiarazione che mette in chiaro l’impostazione: lo strumento viene trattato come un servizio vivo, non come un prodotto “finito”. Il punto critico, però, è stato esplicitato dall’amministratore delegato di Amiat, Enrico Clara: la diffusione resta un obiettivo da consolidare, perché la qualità dell’app conta fino a un certo punto se non entra davvero nelle abitudini dei cittadini.

Cosa fa l’app: rifiutologo, calendari, segnalazioni e prenotazioni

Durante la presentazione, Andrea Chiussi di Iren Ambiente ha riepilogato le funzioni centrali. Il cuore operativo è il “rifiutologo”, pensato per guidare lo smistamento corretto: si cerca l’oggetto o il materiale e si ottiene l’indicazione di conferimento. L’app permette poi di localizzare i punti di conferimento, consultare i calendari aggiornati di raccolta, inviare segnalazioni su rifiuti abbandonati, prenotare servizi come il ritiro degli ingombranti e contattare direttamente il Servizio clienti.

È un pacchetto di funzioni che, se usato con continuità, può ridurre errori di conferimento, abbassare il livello di frustrazione nei quartieri con raccolte disomogenee e rendere più misurabile il rapporto tra cittadini e gestore, perché la segnalazione lascia traccia.

I numeri: utenti in crescita e 19mila contatti via app nel 2025

I dati forniti in Commissione indicano circa 33mila utenti torinesi attivi sull’app, con un incremento dichiarato del 70% rispetto all’anno precedente (19.500). Nel 2025, tramite app sono state inviate circa 19mila segnalazioni e richieste di informazioni, pari al 9% dei contatti complessivi ricevuti da Amiat. Sono numeri che raccontano due cose: l’app viene utilizzata, e al tempo stesso il canale digitale pesa ancora meno di un decimo sul totale, segnale che la migrazione dal telefono “tradizionale” e dagli altri canali è ancora parziale.

Le domande dei consiglieri e l’idea di un’app unica cittadina

Il dibattito ha toccato questioni concrete, spesso legate a punti di frizione quotidiani. Silvia Damilano (Torino Bellissima) ha chiesto chiarimenti sulle strisce gialle che delimitano gli spazi per i contenitori e sulla raccolta degli abiti usati. Valentino Magazzù (PD) ha sollevato il tema della mancata raccolta dei rifiuti condominiali, mentre Caterina Greco (PD) è entrata nel merito del rifiutologo e degli ingombranti abbandonati. Anna Borasi (PD) ha chiesto una lettura della tipologia degli utenti, domanda che apre un tema rilevante: chi resta escluso dal canale digitale e come colmare quel divario.

Da Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) è arrivata una proposta che allarga l’orizzonte: una app unica per tutte le segnalazioni cittadine, includendo illuminazione, semafori, buche, segnaletica. È un’ipotesi di “sportello digitale” integrato, interessante per semplificazione, ma complessa per governance e gestione dei flussi, perché richiede regole comuni e interoperabilità tra servizi.

Il giudizio politico, in chiusura, è stato anche positivo: Amalia Santiangeli (PD) ha definito lo strumento facile e intuitivo, auspicando una diffusione più ampia. Oscar Brunasso, della Consulta per l’Ambiente e il Verde, ha suggerito una leva pratica: coinvolgere maggiormente gli amministratori di condominio, spesso nodo decisivo per far circolare istruzioni e abitudini corrette nei grandi complessi residenziali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to