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Genitori separati e tutela dei minori: Gestum ascoltata in Commissione, al centro fragilità economiche e ruolo delle scuole

11/01/2026

Genitori separati e tutela dei minori: Gestum ascoltata in Commissione, al centro fragilità economiche e ruolo delle scuole

Nella seduta del 9 gennaio 2026 della Quarta Commissione, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), l’audizione dell’associazione Genitori separati e tutela dei minori – Gestum ha portato in aula un tema che raramente trova spazio con la stessa concretezza: cosa accade, nella vita quotidiana, quando una separazione diventa frattura sociale oltre che familiare, e quando i minori finiscono per pagare il prezzo più alto in termini di stabilità, relazioni, percorsi educativi.

Gestum si presenta come una realtà giovane, attiva da circa un anno, nata dall’iniziativa di volontari con un obiettivo dichiarato: accompagnare le famiglie e sostenere figlie e figli di genitori separati, evitando che la solitudine diventi una seconda condanna. Il presidente Fabio Scoglio ha descritto l’associazione come “piccola”, ma costruita per intercettare un bisogno che spesso rimane invisibile, soprattutto quando la separazione si intreccia con fragilità economiche e relazionali.

Un sostegno che prova a interrompere l’isolamento

Nel racconto del vicepresidente Lorenzo Castiglione, l’intervento dell’associazione si fonda sull’idea di non lasciare le persone da sole nel passaggio più difficile: supporto, ascolto, orientamento, e il coinvolgimento di professionisti — avvocati, psicologi, educatori — chiamati a dare struttura a un percorso che, per molte famiglie, parte già in salita. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’isolamento, favorire l’accesso a competenze adeguate, creare legami che reggano anche quando la conflittualità tende a divorare il dialogo tra adulti.

In Commissione, il confronto ha toccato un punto sensibile: la tutela dei minori come criterio guida, non come formula, con l’idea che la protezione passi anche dalla qualità delle reti territoriali e dalla capacità di intercettare precocemente i segnali di disagio.

Povertà, sovraindebitamento e responsabilità istituzionali

Nel dibattito, Angelo Catanzaro (PD) ha messo l’accento sulle difficoltà economiche di molte persone separate, citando il rischio di sovraindebitamento e proponendo di affrontare la questione coinvolgendo anche rappresentanti della Giunta comunale. È un passaggio che sposta l’attenzione dalle sole dimensioni emotive a quelle materiali: abitazione, spese legali, mantenimento, perdita di equilibrio finanziario, tutto ciò che può ridurre la capacità genitoriale di reggere i bisogni dei figli.

Su questa linea, Ferrante De Benedictis (FDI) ha parlato di condizioni di povertà che colpiscono molte persone separate, con riferimento particolare ai padri, e ha richiamato la necessità che le istituzioni riflettano su strumenti di tutela per i minori e di sostegno educativo alle famiglie, evitando di scaricare il compito esclusivamente sulla scuola.

Prevenzione, educazione affettiva e rete con scuole e servizi sociali

L’idea di intervenire “prima” che le separazioni degenerino è stata avanzata da Amalia Santiangeli (PD), che ha suggerito attività di supporto rivolte anche a famiglie prima della rottura, e percorsi rivolti a chi sta per sposarsi, oltre a incontri nelle scuole. Sara Diena (Sinistra Ecologista) ha insistito sulla necessità di lavorare in modo preliminare sulle dinamiche relazionali, con attenzione all’affettività e alla gestione dei conflitti, mentre Simone Tosto (PD) ha riportato il baricentro sui minori, definiti come i soggetti più esposti nelle separazioni.

Le domande arrivate da Ludovica Cioria (PD), Ivana Garione (Moderati) e Silvia Damilano (Torino Bellissima) hanno chiesto elementi concreti: quante persone vengono seguite, come vengono selezionati i professionisti, quali competenze portano i volontari, quale dialogo esiste con i Servizi sociali, quale rete territoriale sia già stata attivata. Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha sottolineato l’urgenza di costruire partnership anche con il Comune; Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha richiamato l’aumento di separazioni e divorzi e la necessità di affrontare i casi di conflittualità più intensa.

Nel quadro finale, è emerso un punto condiviso da più voci, tra cui Anna Borasi (PD) e Pierino Crema (PD): il minore deve restare centrale e la scuola ha un ruolo strategico, insieme ai Servizi sociali della Città di Torino, come ha ribadito lo stesso Camarda.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to