Famiglie torinesi, spesa a 2.616 euro e risparmio in calo
07/05/2026
Le famiglie torinesi hanno speso in media 2.616 euro al mese nel 2025, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente ma al livello più alto dell’ultimo decennio, mentre la capacità di risparmio si riduce e riguarda appena il 16,7% dei nuclei intervistati.
L’alimentare scende, la casa pesa sul bilancio mensile
Il dato emerge dall’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi della Camera di commercio di Torino, che fotografa una situazione di equilibrio apparente: la spesa complessiva cresce appena dello 0,3%, ma resta elevata per molte famiglie, soprattutto a causa delle voci legate all’abitazione. La componente non alimentare sale infatti dello 0,5% e raggiunge quota 2.213 euro mensili, assorbita per oltre la metà da utenze, arredo e costi connessi alla casa.
Per il secondo anno consecutivo cala invece la spesa alimentare, che si attesta a 403 euro al mese, avvicinandosi ai livelli precedenti alla pandemia. Il dato può indicare una maggiore attenzione nella gestione del carrello, ma anche una selezione più rigorosa degli acquisti da parte dei nuclei familiari, in un contesto nel quale molte spese fisse continuano a incidere sul reddito disponibile.
Nel corso del 2025 riparte la voce abbigliamento, mentre reggono viaggi, vacanze e pasti fuori casa. La contrazione più marcata riguarda trasporti e comunicazione, con una riduzione di 13 euro mensili. Nel complesso, il quadro torinese resta vicino a quello piemontese, dove la spesa media mensile nel 2024 era pari a 2.622 euro, ma inferiore sia alla media italiana sia ai livelli della Lombardia, dove le famiglie arrivavano a 3.162 euro.
Risparmia solo una famiglia su sei
Il segnale più delicato riguarda il risparmio. Nel 2025 soltanto il 16,7% delle famiglie torinesi dichiara di essere riuscito a mettere da parte denaro, contro il 19,6% registrato nel 2024. È uno dei valori più bassi degli ultimi sei anni, insieme a quello rilevato nel 2023, e resta distante dal 25% del 2019.
La possibilità di risparmiare appare concentrata soprattutto tra le coppie, mentre i nuclei più fragili o con maggiori carichi economici mostrano margini ridotti. La stabilità della spesa media, quindi, non coincide necessariamente con una maggiore serenità economica: per molte famiglie il bilancio resta vincolato da costi difficili da comprimere.
Un elemento rilevante riguarda anche i luoghi scelti per gli acquisti. Nel 2025 cresce la preferenza per i negozi tradizionali, passata dal 17,2% al 20,9%, mentre cala la frequentazione di super e ipermercati. Per Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, il dato premia un tessuto commerciale che ha saputo resistere e rinnovarsi, offrendo prossimità, relazione diretta e servizi che le piattaforme digitali non riescono a replicare pienamente.
La lettura dell’associazione di categoria mette in evidenza anche un cambiamento nei consumi: acquisti più mirati, maggiore attenzione alla qualità e un ruolo crescente dell’offerta commerciale torinese anche per i turisti. In questo scenario, il commercio di vicinato torna a rappresentare una componente significativa dell’economia urbana, mentre le famiglie continuano a misurarsi con bilanci mensili prudenti e una capacità di risparmio ridotta.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to