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Torino riscopre i suoi orologi stradali: memoria urbana e innovazione tecnologica

06/04/2026

Torino riscopre i suoi orologi stradali: memoria urbana e innovazione tecnologica

Le lancette che scorrono silenziose lungo le vie cittadine raccontano molto più del tempo che passa: restituiscono l’identità di una città che si muove, cambia e si rinnova. A Torino, gli orologi stradali tornano al centro di un progetto di valorizzazione urbana che intreccia memoria storica e innovazione, restituendo ai cittadini un patrimonio spesso dimenticato.

L’iniziativa, presentata dall’assessore Francesco Tresso nel corso di una riunione della II Commissione Urbanistica, punta al recupero completo degli storici impianti disseminati sul territorio cittadino. Un intervento già avviato e in fase avanzata, che ha consentito di riportare in funzione 28 orologi su un totale di 49, distribuiti tra centro e quartieri periferici.

Un patrimonio diffuso tra storia e identità urbana

Da via Mazzini, nel cuore del centro storico, fino a via Nizza in zona Lingotto, gli orologi stradali rappresentano elementi familiari del paesaggio urbano, spesso osservati distrattamente ma profondamente radicati nella memoria collettiva. In piemontese vengono chiamati “mostre”, un termine che richiama la loro funzione originaria di esposizione pubblica del tempo, quando ancora gli orologi personali non erano diffusi.

Molti di questi impianti, alcuni dei quali caratterizzati da un significativo valore artistico e architettonico, erano rimasti inattivi per anni, vittime dell’usura e della mancanza di manutenzione. Il progetto di recupero non si limita a un semplice intervento tecnico, ma si inserisce in una visione più ampia di riqualificazione dello spazio pubblico, dove anche i dettagli contribuiscono a definire il volto della città.

Il piano prevede il ripristino completo di tutti i 49 orologi entro la fine dell’anno, un obiettivo che, alla luce dello stato di avanzamento dei lavori, appare ormai concreto. Parallelamente, sono già in corso interventi su ulteriori installazioni, con operazioni di restauro che richiedono competenze specifiche e un’attenta conservazione degli elementi originali.

Tecnologia e manutenzione: nuova vita per le “mostre” cittadine

Accanto al recupero estetico e funzionale, il progetto introduce soluzioni tecnologiche in grado di garantire una maggiore affidabilità nel tempo. Gli orologi restaurati vengono infatti dotati di meccanismi elettronici moderni e batterie ad alta capacità, riducendo così la necessità di interventi frequenti e assicurando una precisione costante.

Questa integrazione tra antico e contemporaneo rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: preservare il valore storico senza rinunciare all’efficienza richiesta dalla città contemporanea. Un equilibrio che consente di mantenere intatta l’estetica originaria, aggiornando al contempo le componenti interne.

Tra gli interventi in programma figura anche il rilancio dell’orologio floreale di piazza Carlo Felice, uno dei simboli più riconoscibili per chi arriva a Torino dalla stazione di Porta Nuova. Per questo spazio è previsto un percorso di valorizzazione attraverso un bando di sponsorizzazione, con l’obiettivo di restituirgli visibilità e funzione nel contesto urbano.

Il recupero degli orologi stradali si inserisce così in una strategia più ampia che guarda alla qualità dello spazio pubblico e alla riscoperta dei segni distintivi della città. Piccoli elementi, spesso trascurati, tornano a scandire il ritmo quotidiano, contribuendo a rafforzare il legame tra cittadini e territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to