Torino, rapine a San Salvario: quattro arresti dopo le indagini della Polizia
08/04/2026
Due episodi distinti, accomunati da modalità violente e da un contesto urbano complesso, hanno portato all’esecuzione di quattro misure cautelari in carcere a Torino. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ha arrestato tre cittadini egiziani e un tunisino, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, ritenuti a vario titolo coinvolti in una serie di rapine avvenute nel quartiere San Salvario nel gennaio 2025.
L’attività investigativa è stata coordinata dal Commissariato di pubblica sicurezza Barriera Nizza e ha consentito di ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, individuando responsabilità e ruoli dei soggetti coinvolti. Uno degli indagati, un giovane egiziano di 19 anni, risulterebbe aver partecipato a entrambi gli episodi, assumendo un ruolo attivo nelle aggressioni.
Le aggressioni tra via Nizza e via Berthollet
Il primo episodio risale a un pomeriggio di gennaio in via Nizza, dove un cittadino ucraino è stato avvicinato con un pretesto apparentemente banale, la richiesta di una sigaretta. Nel giro di pochi istanti la situazione è degenerata: mentre uno dei componenti del gruppo cercava di sottrarre il borsello alla vittima, quest’ultima ha tentato di reagire, venendo però colpita alle spalle con una catena. A quel punto il gruppo è riuscito a impossessarsi dell’oggetto e a dileguarsi, dividendo le proprie tracce.
Il secondo episodio si è verificato pochi giorni dopo, in via Berthollet, con modalità ancora più violente. Un cittadino pakistano è stato accerchiato e aggredito da più persone, che lo hanno colpito con pugni e calci fino a farlo cadere a terra. Durante l’aggressione, uno dei partecipanti è riuscito a sottrarre alla vittima una bicicletta elettrica del valore di circa 850 euro, allontanandosi rapidamente.
Il tentativo della vittima di inseguire l’aggressore si è trasformato in una nuova aggressione: gli altri membri del gruppo lo hanno infatti colpito nuovamente per impedirgli di recuperare il mezzo. In quella fase, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno degli indagati avrebbe tentato di colpire l’uomo utilizzando un tombino divelto dalla strada, gesto che restituisce la gravità della violenza esercitata.
Le indagini e l’esecuzione delle misure cautelari
L’attività investigativa ha permesso di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per l’emissione delle misure cautelari da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica. Nei giorni scorsi gli agenti del Commissariato Barriera Nizza hanno eseguito i provvedimenti, rintracciando due degli indagati sul territorio torinese.
Per un terzo soggetto, già detenuto per altra causa, la misura è stata notificata direttamente in carcere, mentre il quarto indagato è stato individuato e raggiunto dalla Squadra Mobile di Campobasso nel capoluogo molisano. Un’operazione che evidenzia il coordinamento tra diversi uffici di polizia nella fase esecutiva dei provvedimenti.
La vicenda si inserisce in un contesto urbano in cui episodi di microcriminalità e aggressioni richiedono un costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine. Le indagini hanno consentito di ricostruire una sequenza di eventi caratterizzati da violenza e modalità organizzate, elementi che hanno portato all’adozione delle misure cautelari in carcere.
Come previsto dalla normativa, i procedimenti si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Resta il quadro investigativo delineato dagli inquirenti, che ha portato all’individuazione dei presunti responsabili e all’intervento dell’autorità giudiziaria.
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