Torino, Parco Dora: fermato un 32enne per furti e danneggiamento di un auto
13/02/2026
Nel quadrante di Parco Dora, tra corso Ottone Rosai e corso Enrico Gamba, una segnalazione per alcune auto forzate ha portato a un intervento rapido della Polizia di Stato. A muoversi è stata una pattuglia del Commissariato di P.S. “San Donato”, chiamata per verificare effrazioni e abitacoli rovistati in una zona dove le vetture, spesso lasciate in sosta per ore, diventano bersagli facili. Sul posto gli agenti hanno raccolto le prime informazioni da uno dei proprietari, che ha descritto i danni e il disordine all’interno del veicolo, elementi compatibili con un’azione mirata a sottrarre oggetti di valore o facilmente rivendibili.
L’intervento della pattuglia e il controllo nel parcheggio
Dopo i contatti con i cittadini coinvolti, i poliziotti hanno perlustrato le vie e gli spazi di sosta circostanti, cercando riscontri immediati: persone in fuga, veicoli sospetti, movimenti incoerenti rispetto all’orario. Durante il controllo, l’attenzione degli operatori si è concentrata su un uomo trovato a dormire all’interno di un suv. La circostanza, unita al contesto appena segnalato, ha giustificato l’identificazione e la verifica più approfondita.
L’uomo, cittadino marocchino di 32 anni, è stato sottoposto a controllo e trovato con diversi strumenti riconducibili ad attività di scasso: cacciaviti, tenaglie, pinze e un coltellino svizzero. La presenza di arnesi di questo tipo, in quel luogo e in quel momento, ha rafforzato l’ipotesi di un collegamento con i furti sulle autovetture segnalate poco prima.
Refurtiva recuperata e provvedimenti: arresto e custodia cautelare
Nel corso degli accertamenti gli agenti hanno inoltre rinvenuto una cassa bluetooth e un compressore digitale, risultati sottratti nelle ore precedenti da due auto parcheggiate nelle vicinanze. Gli oggetti sono stati recuperati e restituiti ai proprietari legittimi, chiudendo così un passaggio importante per le persone danneggiate: oltre al danno materiale, infatti, i furti su auto lasciano spesso la sensazione di vulnerabilità legata a spazi urbani vissuti quotidianamente.
Per i fatti contestati, la Polizia di Stato ha proceduto con l’arresto per furto aggravato su autovettura e con la denuncia per porto di arnesi atti allo scasso. Dopo la convalida dell’arresto, al 32enne è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.
Come previsto, il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e resta ferma la presunzione di non colpevolezza dell’indagato fino a sentenza definitiva.
Articolo Precedente
Giornate di Orientamento 2026: scegliere l’università, costruire il futuro
Articolo Successivo
Medici e diritto alla cura: gli ospedali non devono diventare luoghi di paura