Torino laboratorio europeo dell’innovazione urbana secondo Bloomberg
di Redazione
18/10/2025
La Fondazione Bloomberg conferma Torino tra le città più attive d’Europa nella sperimentazione di nuovi modelli di governance urbana. L’ultima sfida in cui il capoluogo piemontese è coinvolto riguarda la gestione della trasformazione del commercio al dettaglio e la riconversione dei locali sfitti a piano terra, tema cruciale per il futuro delle città europee.
“Equilibrio urbano”: un modello per ripensare il commercio e l’abitare
Il progetto, intitolato “Equilibrio urbano: dove casa, commercio e attrattività della città si incontrano”, coinvolge trenta città di diciassette Paesi e nasce dalla collaborazione tra la Bloomberg Philanthropies, la London School of Economics e la Hertie School di Berlino. Torino partecipa con un gruppo di lavoro coordinato direttamente dal sindaco Stefano Lo Russo e composto da funzionari della Città, con il compito di definire un modello operativo per gestire in modo sistemico la trasformazione del commercio urbano.
L’obiettivo è restituire vita ai piani terra inutilizzati, integrando funzioni abitative, sociali e culturali, e rendendo più attrattivi i quartieri attraverso politiche di rigenerazione condivisa.
Dati, formazione e reti internazionali per una PA moderna
Nella relazione illustrata in Commissione Urbanistica, il sindaco Lo Russo ha ripercorso il percorso tracciato insieme alla Fondazione Bloomberg dal 2023 a oggi. Si tratta di oltre dieci progetti che hanno interessato ambiti strategici come la pianificazione urbanistica, la gestione dei dati, la sostenibilità e la partecipazione civica, tutti orientati a costruire una pubblica amministrazione più aperta, digitale e fondata sull’evidenza.
La collaborazione con Bloomberg ha garantito alla Città 3.400 ore di formazione e scambi professionali, coinvolgendo direzioni e dipartimenti chiave, dai Servizi sociali alla Transizione ecologica, dall’Edilizia privata al Personale.
Torino, senza sostenere costi diretti, ha così potuto rafforzare le proprie competenze amministrative e ampliare la rete di relazioni internazionali, consolidando la sua posizione di città-laboratorio per la trasformazione urbana in chiave sostenibile e partecipata.
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