Torino: corteo “Torino è partigiana”, tre arresti e 24 denunce dopo gli scontri
02/02/2026
La manifestazione nazionale “Torino è partigiana”, convocata in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna del 18 dicembre, ha portato in città un corteo imponente: secondo le stime riportate, la partecipazione complessiva ha raggiunto circa 20.000 persone, con più spezzoni confluiti nel pomeriggio in corso Cairoli e poi diretti verso l’area di Corso San Maurizio.
Il dispositivo di ordine pubblico è stato rafforzato lungo l’itinerario e, in particolare, nei pressi delle zone considerate più sensibili. È in questo contesto che, a ridosso dell’intersezione tra Corso San Maurizio e Corso Regio Parco, la situazione è degenerata: una parte dei manifestanti, quantificata in circa 1.500 persone, si è separata dal resto del corteo, si è coperta il volto e ha iniziato a muoversi in modo compatto verso Corso Regina Margherita, in direzione degli schieramenti posti a protezione della sede di Askatasuna.
Scontri, barricate e un mezzo incendiato
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il gruppo più aggressivo avrebbe occupato le carreggiate di Corso Regina Margherita e avviato una serie di attacchi contro i reparti impiegati: sarebbero stati usati scudi improvvisati in lamiera e lanciati pietre, bottiglie di vetro, razzi e bombe carta, oltre a materiale recuperato sul posto, tra cui frammenti di selciato e parti di cartellonistica stradale.
Le forze dell’ordine hanno reagito con idrante, lacrimogeni e manovre di contenimento e respingimento. Per ostacolare i movimenti dei reparti, sono state innalzate barricate con cassonetti e altri oggetti dati alle fiamme. Nelle fasi più concitate, un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino è stato incendiato.
Durante gli scontri, riferisce ancora la ricostruzione ufficiale, un operatore del 2° Reparto Mobile della Polizia di Stato di Padova sarebbe stato aggredito da un gruppo di persone con calci, pugni e oggetti contundenti, riportando ferite tali da rendere necessario l’intervento di altri agenti per soccorrerlo e sottrarlo all’accerchiamento.
Aggressione a una troupe e danni in città: i provvedimenti
Le tensioni sarebbero esplose già nella fase del travisamento: alcuni antagonisti avrebbero aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, con distruzione delle attrezzature. Nel corso del pomeriggio, risultano inoltre danneggiati arredi urbani e colpiti alcuni esercizi, tra cui una filiale bancaria e un supermercato lungo Corso Regina Margherita.
Sul fronte giudiziario, la Digos della Questura di Torino ha eseguito tre arresti: due in flagranza, nei confronti di un 31enne e un 35enne italiani, per resistenza e violenza a pubblico ufficiale; un terzo arresto è scattato in “flagranza differita” per un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto, individuato tramite l’analisi di filmati e ritenuto coinvolto nell’aggressione al poliziotto del Reparto Mobile di Padova. Per lo stesso giovane viene riferita anche una denuncia per violenza a pubblico ufficiale e, a vario titolo, contestazioni ulteriori legate al lancio di oggetti e a una presunta rapina in concorso di dotazioni di reparto.
Complessivamente, 24 persone sono state accompagnate in Questura, identificate e denunciate per diverse ipotesi di reato, tra cui resistenza, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza a provvedimenti dell’autorità. Tra il materiale sequestrato figurano oggetti per coprire il volto e strumenti considerati atti all’offesa: sassi, chiavi inglesi, frombole e coltelli.
La Polizia di Stato ribadisce che i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. In parallelo, nei giorni precedenti la manifestazione (29, 30 e 31 gennaio) sono stati effettuati controlli sulle principali direttrici stradali e ferroviarie e all’aeroporto di Caselle: complessivamente 772 persone identificate, tra cui 54 stranieri. Il Questore Massimo Gambino ha inoltre disposto misure di prevenzione — tra fogli di via, avvisi orali e divieti di accesso a locali pubblici — nei confronti di soggetti ritenuti a rischio o trovati con materiale per il travisamento.
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