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Torino–Ceres, una linea che corre tra rilancio e disservizi

20/02/2026

Torino–Ceres, una linea che corre tra rilancio e disservizi
Foto di Regione Piemonte

La Torino–Ceres continua a raccontare una storia fatta di contrasti: da una parte il salto di qualità legato alla modernizzazione e all’ingresso nel passante ferroviario, dall’altra una quotidianità segnata da criticità che, per chi utilizza la linea ogni giorno, restano difficili da accettare. Questo doppio volto è emerso chiaramente durante l’audizione dell’Osservatorio sulla Torino–Ceres, rappresentato da Davide Arminio, nel corso della Commissione Trasporti presieduta da Antonio Ledda.

Il confronto ha riportato al centro dell’attenzione una delle infrastrutture più strategiche del territorio: la linea che collega Torino all’aeroporto internazionale di Caselle e alle Valli di Lanzo, un asse che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente sia per il turismo sia per la mobilità pendolare. Tuttavia, la distanza tra i progressi ottenuti e i problemi ancora irrisolti continua a generare frustrazione e interrogativi sulla reale efficacia degli investimenti.

I segnali positivi: nuovi convogli e passante ferroviario

Tra gli aspetti più evidenti sottolineati dall’Osservatorio, c’è il beneficio portato dall’integrazione nel passante ferroviario e dall’introduzione dei nuovi treni. La connessione diretta con il centro di Torino ha migliorato l’accessibilità della linea, rendendola finalmente più competitiva e più attrattiva, anche in ottica turistica.

L’incremento del flusso di visitatori verso le Valli di Lanzo appare ormai un dato consolidato, con una presenza significativa di persone che viaggiano con la bicicletta, sfruttando la linea come porta d’ingresso verso percorsi naturalistici e itinerari montani. Un elemento che, secondo molti osservatori, restituisce alla Torino–Ceres una funzione che per anni era rimasta soffocata da una percezione di inefficienza.

L’idea di un collegamento ferroviario in grado di avvicinarsi agli standard europei nel rapporto tra città e aeroporto, almeno sul piano strutturale, viene indicata come un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile. Proprio per questo, il contrasto con i disservizi quotidiani risulta ancora più evidente.

Le criticità: bigliettazione, stazioni degradate e frequenze insufficienti

Il nodo principale resta quello del biglietto integrato urbano. Nonostante la linea sia ormai parte integrante della rete cittadina, manca ancora un titolo di viaggio unico capace di collegare in modo fluido treno, bus e tram. Una lacuna che pesa soprattutto sui pendolari e sugli studenti, costretti a gestire più tariffe e più modalità di acquisto, con un sistema che appare lontano dalle pratiche adottate in altre grandi città italiane.

Accanto alla questione tariffaria, emergono problemi strutturali legati alle condizioni delle stazioni e alla manutenzione. Sono state segnalate situazioni di degrado, scale mobili guaste, come nel caso di Rebaudengo, e una generale percezione di scarsa cura degli spazi. Anche la stazione dell’aeroporto, che dovrebbe rappresentare un biglietto da visita per chi arriva a Torino, viene indicata come un punto debole, soprattutto per la gestione limitata dei servizi igienici.

Sul fronte dei lavori infrastrutturali, Arminio ha richiamato l’attenzione sui ritardi dei cantieri RFI verso Ceres, sottolineando come la tratta montana continui a dipendere dai bus sostitutivi. Una soluzione considerata poco efficace, sia per la lentezza dei collegamenti sia per le condizioni di sovraffollamento segnalate in più occasioni.

A rendere più complesso l’utilizzo della linea, contribuiscono inoltre i buchi orari nelle corse, che scoraggiano la scelta del mezzo pubblico e rendono difficile costruire una routine affidabile per chi deve spostarsi ogni giorno per lavoro o studio. Il rischio, in questo scenario, è che la modernizzazione produca risultati solo parziali, lasciando la Torino–Ceres sospesa tra promesse di efficienza e una gestione ancora troppo fragile.

La richiesta politica: più coordinamento tra enti e gestione più efficace

Nel dibattito in Commissione è emersa la necessità di un coordinamento più stretto tra Comune di Torino, Regione Piemonte, RFI e Agenzia per la Mobilità. Antonio Ledda ha annunciato che RFI sarà prossimamente invitata in Commissione, segnale di una volontà politica di approfondire responsabilità e tempistiche.

La questione non riguarda soltanto i cantieri o l’acquisto di nuovi convogli, ma la capacità di governare il sistema nella sua interezza: frequenze, manutenzione, accessibilità, servizi e soprattutto semplificazione tariffaria.

Senza un intervento deciso su questi aspetti, la Torino–Ceres rischia di restare un’infrastruttura potenzialmente eccellente, ma utilizzata al di sotto delle sue reali possibilità, con effetti negativi proprio su quei cittadini che più avrebbero bisogno di un servizio stabile e credibile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.