Torino, arresto per spaccio a Vanchiglietta: sequestrato quasi un chilo di cocaina
10/02/2026
Un’operazione mirata della Polizia di Stato ha portato all’arresto di un cittadino albanese di 42 anni, residente nel quartiere Vanchiglietta, ritenuto responsabile di detenzione di sostanza stupefacente destinata allo spaccio. L’intervento si inserisce in un’attività di controllo del territorio sviluppata dalla Squadra Mobile, che da tempo monitorava movimenti e contatti riconducibili a un presunto giro di droga nella zona.
L’attività investigativa e il controllo sul territorio
Gli agenti sono arrivati all’uomo dopo una fase di osservazione discreta, costruita su riscontri informativi e accertamenti mirati. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un’abitazione del quartiere, da cui il sospettato è stato visto uscire insieme a una donna per dirigersi verso un’auto parcheggiata a breve distanza.
Il fermo è scattato in quel momento. Il controllo personale, seguito dalla perquisizione domiciliare, ha consentito di chiarire la natura dell’attività svolta all’interno dell’alloggio, confermando i sospetti maturati durante le indagini preliminari.
Il sequestro della sostanza e del materiale per il confezionamento
All’interno dell’abitazione gli operatori hanno rinvenuto 215 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, elemento considerato coerente con un’attività di spaccio al dettaglio. Il ritrovamento più rilevante è avvenuto in cucina, dove una busta contenente quasi un chilogrammo di cocaina era stata nascosta tra il riso sfuso, nel tentativo di eludere eventuali controlli.
Oltre alla sostanza stupefacente, sono stati sequestrati strumenti per il taglio e il confezionamento, insieme a diversi involucri in plastica trasparente già contenenti la stessa droga, pronti per la distribuzione. Un quadro che, secondo gli inquirenti, delineerebbe una gestione organizzata della sostanza, non limitata alla mera detenzione.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari; resta quindi valida la presunzione di non colpevolezza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.