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Torino apre i palazzi istituzionali: visite guidate nei luoghi del potere nel 2026

30/03/2026

Torino apre i palazzi istituzionali: visite guidate nei luoghi del potere nel 2026
Foto di Di Zairon - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=114048837

Torino sceglie di raccontarsi attraverso i suoi luoghi più rappresentativi, aprendo al pubblico edifici istituzionali che custodiscono secoli di storia politica, amministrativa e culturale. L’iniziativa “I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città 2026” nasce in occasione di tre date simboliche per la memoria collettiva: il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Tre momenti che scandiscono il calendario civile italiano e che diventano, in questa proposta, un’occasione concreta per avvicinare cittadini e istituzioni.

Il progetto è promosso dalla Città di Torino – Presidenza del Consiglio comunale e dalla Prefettura, con il coinvolgimento della Città metropolitana, di Turismo Torino e Provincia, del Ministero della Cultura, dei Musei Reali e dell’Archivio di Stato. Una collaborazione ampia che consente di costruire un itinerario articolato e coerente, capace di unire architettura, storia e funzione pubblica.

Un itinerario tra storia, architettura e istituzioni

Il percorso prende avvio da Palazzo Civico, sede storica del municipio, inserita nel cuore della Torino di origine romana. Da qui si attraversano ambienti di grande valore simbolico e artistico: lo Scalone d’Onore seicentesco, la Sala dei Marmi con il suo loggiato, la Sala delle Congregazioni e la Sala Rossa, spazio centrale della vita amministrativa cittadina. In via eccezionale, anche l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale viene aperto ai visitatori.

Proseguendo verso Piazza Castello, il percorso conduce ai Musei Reali e agli ambienti di rappresentanza di Palazzo Reale. Qui si entra nella dimensione della Torino capitale e del potere sabaudo: dallo Scalone d’Onore voluto da Vittorio Emanuele II fino alle sale più solenni, tra cui quella del trono e quella del Consiglio, dove fu firmato lo Statuto Albertino nel 1848. La visita include anche la Galleria Beaumont e l’Armeria Reale, testimonianze dirette della storia dinastica e militare.

Dalla Prefettura all’Archivio di Stato: il volto amministrativo della città

Il percorso continua all’interno del Palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato, oggi sede della Prefettura di Torino. Qui si incontrano ambienti che raccontano il passaggio dallo Stato sabaudo all’Italia unita, tra gallerie affrescate, sale di rappresentanza e luoghi carichi di memoria politica, come l’ufficio di Camillo Benso Conte di Cavour, rimasto intatto nel tempo. Dettagli architettonici e curiosità, come una porta segreta che collega direttamente a Palazzo Reale, restituiscono la dimensione operativa del potere ottocentesco.

Dal cuore della Prefettura si accede all’aula del Consiglio della Città metropolitana, esempio significativo dell’estetica umbertina, e infine all’Archivio di Stato, progettato per custodire i documenti più sensibili della macchina amministrativa sabauda. Un luogo un tempo riservato a pochi, oggi accessibile attraverso un percorso che mantiene intatto il valore storico delle sue strutture, comprese le antiche “guardarobe” e lo scalone juvarriano.

Le visite si svolgono in gruppi accompagnati da volontari e studenti coinvolti in percorsi formativi. L’accesso è gratuito ma subordinato a prenotazione, con turni organizzati nel pomeriggio e gruppi limitati a 25 partecipanti. Per l’ingresso in Prefettura è richiesto un documento di identità.

È prevista inoltre un’attenzione specifica all’accessibilità: il percorso è fruibile anche da persone con disabilità motoria, con soluzioni alternative nei tratti non accessibili. Un dettaglio che rafforza il senso inclusivo dell’iniziativa, pensata per essere realmente aperta alla città.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.