Tagliare le unghie al cane in sicurezza: strumenti, tecnica e gestione degli imprevisti
17/02/2026
Prendersi il tempo di tagliare le unghie al cane in modo sicuro significa evitare dolore, stress e piccoli traumi che, una volta vissuti, rendono ogni sessione successiva più difficile, perché l’animale associa il gesto a un’esperienza negativa e tende a sottrarsi anche se la mano è delicata. In casa si può fare un ottimo lavoro, purché si sappia riconoscere la parte viva dell’unghia, si scelgano strumenti adatti e si imposti una routine breve e regolare, molto più efficace di un taglio “tutto insieme” ogni due mesi.
Una regola semplice, che resta valida per quasi tutti i cani, è che la sicurezza nasce dalla gradualità: pochi millimetri, più spesso, con un controllo costante della reazione del cane.
Capire l’unghia del cane: polpa, vascolarizzazione e segnali di eccesso
Osservando l’unghia da vicino, soprattutto in buona luce e senza fretta, diventa chiaro che non è un pezzo di “corno” uniforme, perché all’interno c’è la polpa (la parte viva), ricca di vasi e terminazioni, che se viene tagliata provoca dolore e sanguinamento, trasformando un gesto di cura in un evento traumatico.
Con unghie chiare la polpa è spesso visibile come una zona rosata che si avvicina verso la punta, mentre con unghie scure la visibilità diminuisce e bisogna affidarsi di più a tecniche progressive, controllando la sezione dell’unghia dopo ogni micro-taglio.
Valutando quando è davvero necessario intervenire, un indice pratico è l’appoggio sul pavimento, perché quando le unghie toccano terra durante la camminata, oppure si sente un “ticchettio” costante su superfici dure, il cane sta probabilmente caricando male, con un impatto non solo estetico ma anche posturale.
Unghie troppo lunghe possono modificare l’assetto della zampa, aumentare scivolamenti e rendere più facile l’impigliarsi, quindi tagliarle non è una fissazione, ma manutenzione della locomozione. Nello stesso tempo, la sensibilità varia: cani anziani, cani con artrosi o cani che vivono molto in casa consumano meno e spesso necessitano di controlli più frequenti.
Strumenti giusti: tronchesina, forbice, grinder e materiali di emergenza
Scegliere lo strumento corretto è una parte concreta della sicurezza, perché una lama scadente schiaccia l’unghia invece di tagliarla, crea microfratture, aumenta la pressione e rende l’esperienza sgradevole anche se il taglio è “tecnicamente” corto.
Le opzioni principali sono due: tagliaunghie a forbice o a tronchesina (più comuni e rapidi) e lime elettriche o “grinder” (più graduali, spesso utili con cani sensibili o con unghie scure). Nel quotidiano, molti proprietari si trovano bene con una tronchesina robusta per il taglio principale e una lima, anche manuale, per rifinire bordi appuntiti che possono graffiare.
Organizzando il set minimo, oltre allo strumento di taglio conviene avere a portata un prodotto emostatico (polvere o stick), qualche garza e, se il cane è agitato, una torcia o una buona luce direzionata, perché vedere bene la base dell’unghia riduce più errori di quanto si pensi.
La sicurezza migliora in modo netto quando prepari tutto prima, perché interrompere la sessione per cercare qualcosa aumenta l’ansia del cane e la tua fretta, cioè le due condizioni che portano al taglio sbagliato. Se hai dubbi sul modello di tagliaunghie, la scelta deve seguire la taglia del cane e lo spessore dell’unghia, perché un tool troppo piccolo fatica e costringe a “mordere” l’unghia con movimenti che aumentano rischio.
Tecnica di taglio: posizione della zampa, angolo corretto e micro-tagli controllati
Impostando la sessione nel modo più stabile, si lavora meglio quando il cane è rilassato e non in allerta, quindi dopo una passeggiata o un momento tranquillo, su un tappeto antiscivolo o una superficie dove si sente sicuro, evitando di farlo scivolare o di sollevarlo in posizioni che gli danno vulnerabilità. Tenendo la zampa con una presa ferma ma non costrittiva, si può isolare un dito alla volta e osservare l’unghia frontalmente e lateralmente, perché la percezione dell’angolo cambia e una vista sola può ingannare.
Sull’angolo di taglio, la logica è seguire la direzione naturale dell’unghia e tagliare la punta, senza “andare verso l’alto” in modo aggressivo, perché il rischio di raggiungere la polpa aumenta; con unghie chiare si taglia restando a distanza visibile dalla zona rosata, mentre con unghie scure la strategia più prudente è quella dei micro-tagli: si toglie pochissimo, si guarda la sezione, e si ripete. Nella sezione dell’unghia, quando ci si avvicina alla polpa appare spesso un puntino più scuro o una zona più umida e morbida al centro, segnale che invita a fermarsi.
Gestendo il ritmo, conviene far durare la sessione pochi minuti e interrompere prima che il cane “esploda” di insofferenza, perché l’obiettivo non è finire tutte le unghie in una volta, ma costruire tolleranza e fiducia. Se il cane inizia a tirare la zampa o a irrigidirsi, chiudere con una nota positiva e riprendere più tardi spesso vale più che insistere e trasformare tutto in una lotta. Nei cani piccoli o molto sensibili, l’alternativa del grinder può essere più accettabile, perché consente di ridurre gradualmente e di arrotondare, anche se richiede attenzione al calore prodotto e al rumore, due fattori che alcuni cani tollerano poco.
Cosa fare se tagli la polpa: sangue, calma e gestione corretta
Capitando anche ai più attenti, un taglio troppo corto non va gestito con panico, perché il cane percepisce l’agitazione e associa l’episodio a un pericolo, mentre un comportamento calmo e pratico riduce il trauma. Tenendo una garza premuta con decisione per qualche minuto, senza continui “controlli” che staccano il coagulo, e applicando polvere emostatica se disponibile, di solito si ottiene un arresto del sanguinamento; in assenza di prodotto specifico, alcuni usano amido di mais come soluzione d’emergenza, ma resta preferibile avere un emostatico pensato per questo uso.
Riducendo la probabilità che l’episodio peggiori, conviene evitare che il cane corra o cammini su pavimenti sporchi subito dopo, perché il sanguinamento può riaprirsi e l’unghia può contaminarsi, e se il sangue non si ferma in tempi ragionevoli o il taglio appare profondo, la scelta più sensata è contattare il veterinario. La parte più importante, dopo un incidente, è proteggere la fiducia: meglio interrompere, offrire un premio e riprendere un altro giorno con tagli più piccoli, perché forzare subito aumenta la paura. Se gli incidenti si ripetono spesso, un controllo professionale da veterinario o toelettatore, anche solo per osservare tecnica e strumenti, può risolvere il problema in modo rapido.
Routine e abituazione: frequenza ideale, premi e casi in cui serve un professionista
Rendendo la cura sostenibile nel tempo, il modo più efficace è ridurre poco e spesso, perché la polpa tende a “seguire” la lunghezza dell’unghia, e con tagli graduali può arretrare lentamente, permettendo unghie più corte senza dolore; questa logica è particolarmente utile nei cani che sono stati lasciati a lungo con unghie molto lunghe. Programmare controlli ogni 2–4 settimane, con variazioni in base a consumo naturale e stile di vita, aiuta a mantenere una lunghezza corretta senza dover intervenire in modo drastico.
Sulla collaborazione del cane, la differenza la fa l’abituazione progressiva: toccare le zampe quando non si taglia nulla, far sentire il “click” del tagliaunghie a distanza, premiare la calma, e spezzare l’esperienza in micro-passaggi. Un cane che accetta la manipolazione della zampa permette tagli più precisi e più rapidi, mentre un cane che la vive come invasione richiede settimane di lavoro dolce, spesso con sessioni di trenta secondi che sembrano ridicole ma costruiscono risultati reali. Quando il cane ha paura intensa, aggressività difensiva, dolore alle zampe o patologie ortopediche, far intervenire un professionista è una scelta di sicurezza, non una sconfitta, perché riduce rischio di morsicature e di traumi.
In alcuni casi vale anche la pena valutare se il cane ha un problema di base, perché un rifiuto improvviso può derivare da dolore articolare, sensibilità cutanea o infezioni interdigitali, e un controllo veterinario può chiarire se il problema è comportamentale o fisico. Quando si parla di “anello” emotivo tra cane e proprietario, la coerenza conta: stesso luogo, stessi gesti, stessi premi, tempi brevi, e una chiusura positiva anche se hai tagliato solo due unghie.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to