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Spritz, lo studio: il cocktail spinge l’export di Prosecco

28/07/2026

Spritz, lo studio: il cocktail spinge l’export di Prosecco

Il riconoscimento ufficiale dello Spritz da parte dell’International Bartenders Association ha contribuito alla crescita delle esportazioni di Prosecco. A sostenerlo è uno studio condotto dalle Università di Torino e Verona, pubblicato sulla rivista internazionale Applied Economics, che ha misurato attraverso strumenti econometrici l’impatto del cocktail sui flussi commerciali del vino italiano nei mercati esteri.

Il riconoscimento internazionale arrivato nel 2011

Lo Spritz è entrato nel 2011 nella lista ufficiale dei cocktail dell’International Bartenders Association, diventando una preparazione riconosciuta e standardizzata a livello globale. La codificazione della ricetta ha favorito la diffusione di un formato di consumo immediatamente identificabile nei bar e nei locali di numerosi Paesi.

Il Prosecco, utilizzato come ingrediente principale del cocktail, ha beneficiato della crescente popolarità della bevanda. Secondo i ricercatori, la presenza dello Spritz nei menu internazionali ha rafforzato la visibilità del vino spumante italiano, generando un aumento della domanda che si è riflesso sulle esportazioni.

La ricerca, intitolata “The Spritz Effect: Impact of Informal, Cultural Channels on Sparkling Wine Trade”, rappresenta uno dei primi tentativi di quantificare il peso di una pratica culturale e sociale sul commercio internazionale di un prodotto alimentare.

Google Trends e modelli econometrici per misurare l’effetto

Gli studiosi hanno utilizzato i dati di Google Trends per rilevare l’interesse mostrato verso lo Spritz nei diversi Paesi. Le informazioni sono state poi integrate con modelli gravitazionali del commercio internazionale, normalmente impiegati per analizzare gli scambi tra Stati in relazione a dimensioni economiche, distanze e caratteristiche dei mercati.

Il gruppo di ricerca ha applicato anche tecniche di difference-in-differences, utilizzate per stimare l’effetto causale di un evento confrontando l’andamento osservato prima e dopo il cambiamento considerato. Nel caso analizzato, il punto di svolta è rappresentato dall’inserimento dello Spritz nella lista ufficiale dell’IBA.

I risultati mostrano che, dopo il riconoscimento del 2011, l’aumento dell’interesse internazionale per il cocktail è associato a una crescita statisticamente significativa delle esportazioni di Prosecco. Il legame rilevato non viene quindi interpretato come una semplice coincidenza temporale, ma come un effetto misurabile della diffusione del nuovo modello di consumo.

L’aumento non dipende soltanto dal turismo in Italia

Lo studio ha preso in esame anche il possibile ruolo dei flussi turistici verso l’Italia. I visitatori stranieri possono infatti conoscere lo Spritz durante un viaggio, continuare a consumarlo nel proprio Paese e contribuire così alla domanda internazionale di Prosecco.

L’analisi indica però che lo “Spritz effect” rimane significativo anche dopo aver controllato l’andamento del turismo. Secondo i ricercatori, la diffusione del cocktail ha quindi esercitato un impatto autonomo sulle esportazioni, sostenuto dalla presenza della bevanda nei mercati internazionali e dalla sua riconoscibilità culturale.

Un ulteriore elemento riguarda il confronto con altri spumanti. Lo studio non ha rilevato effetti analoghi sulle esportazioni del Cava spagnolo, concorrente diretto del Prosecco. Questo risultato rafforza l’ipotesi che il vantaggio commerciale sia collegato in maniera specifica all’associazione tra lo Spritz e il vino italiano.

Un rituale sociale diventato leva per il Made in Italy

Le conclusioni della ricerca vanno oltre il comparto vitivinicolo. L’indagine mostra che abitudini sociali, fenomeni culturali e processi di standardizzazione possono incidere sui flussi commerciali insieme a fattori tradizionali come prezzo, qualità, distribuzione e strategie promozionali.

La diffusione internazionale di esperienze legate a un territorio può aumentare la riconoscibilità dei prodotti utilizzati per realizzarle. Nel caso dello Spritz, un rituale dell’aperitivo si è trasformato in un canale informale di promozione del Prosecco, rafforzandone la presenza nei consumi e nelle importazioni di diversi Paesi.

Per le imprese e le istituzioni impegnate nella valorizzazione del Made in Italy, lo studio suggerisce quindi di considerare anche stili di consumo, ricette e simboli condivisi. La crescita di un prodotto può essere sostenuta dalla capacità di inserirlo in un’esperienza culturale facilmente riproducibile e riconoscibile sui mercati internazionali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to