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Romano Canavese, sospeso il Consiglio comunale: nominato un commissario prefettizio

18/03/2026

Romano Canavese, sospeso il Consiglio comunale: nominato un commissario prefettizio

La macchina amministrativa di Romano Canavese si arresta formalmente per effetto di un atto prefettizio che certifica una paralisi istituzionale ormai evidente. Con provvedimento adottato il 16 marzo 2026, il Prefetto di Torino ha disposto la sospensione del Consiglio comunale, rilevando l’impossibilità di garantirne il funzionamento a causa della mancata surroga dei consiglieri dimissionari. Una situazione che, di fatto, ha privato l’assemblea della sua piena operatività, impedendo lo svolgimento regolare delle attività amministrative.

Le ragioni della sospensione e il quadro normativo

Alla base della decisione si colloca un presupposto giuridico preciso: l’impossibilità di ricostituire l’organo consiliare nella sua composizione legittima. La normativa di riferimento è l’articolo 141 del Testo unico degli enti locali (D. Lgs. 267/2000), che disciplina i casi di scioglimento e sospensione dei consigli comunali. In particolare, il comma 1, lettera b), numero 4, prevede l’intervento dell’autorità prefettizia quando emergono impedimenti tali da compromettere il funzionamento dell’organo elettivo.

Nel caso di Romano Canavese, la mancata sostituzione dei consiglieri dimissionari ha determinato una condizione di stallo istituzionale. Senza la possibilità di raggiungere il quorum necessario per deliberare, il Consiglio si è trovato nell’impossibilità di esercitare le proprie funzioni fondamentali: approvazione degli atti, indirizzo politico-amministrativo, controllo sull’operato della giunta.

La sospensione rappresenta dunque un passaggio tecnico ma inevitabile, finalizzato a ripristinare condizioni di governabilità attraverso strumenti straordinari previsti dall’ordinamento.

La gestione commissariale e le prossime tappe

Contestualmente alla sospensione, il Prefetto ha nominato il viceprefetto aggiunto Francesco Farina quale commissario prefettizio, affidandogli la gestione temporanea dell’ente. Il commissario eserciterà i poteri del Consiglio comunale, della giunta e del sindaco, garantendo la continuità amministrativa e l’adozione degli atti urgenti e indifferibili.

Si tratta di una fase transitoria, destinata a protrarsi fino all’adozione del decreto del Presidente della Repubblica che sancirà lo scioglimento definitivo del Consiglio comunale e la nomina di un commissario straordinario. Solo a quel punto si aprirà il percorso che condurrà a nuove elezioni, con il ritorno alla piena rappresentanza democratica.

Nel frattempo, l’azione del commissario si concentrerà sulla gestione ordinaria e sulla messa in sicurezza dei principali procedimenti amministrativi, evitando che la crisi istituzionale si traduca in un blocco dei servizi per la cittadinanza. Una funzione delicata, che richiede equilibrio tra continuità operativa e rispetto dei limiti imposti dalla gestione straordinaria.

L’episodio di Romano Canavese evidenzia la fragilità degli equilibri locali quando vengono meno le condizioni minime di funzionamento degli organi elettivi. Il ricorso alla gestione commissariale, pur previsto dall’ordinamento, resta una soluzione eccezionale, attivata quando il circuito democratico non è più in grado di autosostenersi.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.