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Rapine violente a Torino: smantellata banda attiva tra centro e movida

19/03/2026

Rapine violente a Torino: smantellata banda attiva tra centro e movida
Foto di https://questure.poliziadistato.it/it/Torino/articolo/68869bba98f00422558137679

L’indagine condotta dalla Polizia di Stato a Torino restituisce il quadro di una criminalità predatoria organizzata, capace di colpire con rapidità e modalità particolarmente aggressive in alcune delle aree più frequentate della città.

Nei giorni scorsi, la Squadra Mobile ha dato esecuzione a una serie di misure cautelari che hanno portato all’arresto di quattro persone, ritenute coinvolte in almeno tre episodi di rapina avvenuti tra il centro cittadino e le zone della movida.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha consentito di ricostruire nel dettaglio le dinamiche delle aggressioni e di individuare i componenti del gruppo, tra cui il presunto leader, già detenuto per fatti analoghi.

Un modus operandi violento e mirato

Gli episodi contestati si sono verificati in luoghi simbolo della vita urbana torinese, come il giardino Sambuy e l’area del Parco del Valentino. Contesti frequentati, spesso nelle ore serali, che diventavano terreno favorevole per azioni rapide e difficilmente prevedibili.

Le modalità operative ricostruite dagli investigatori delineano un approccio sistematico: le vittime venivano avvicinate all’improvviso, accerchiate e minacciate con coltelli, mentre l’utilizzo di spray urticanti serviva a neutralizzare qualsiasi possibilità di reazione. In pochi istanti, i rapinatori riuscivano a sottrarre oggetti di valore, in particolare collane d’oro, per poi allontanarsi rapidamente.

Questa combinazione di violenza, sorpresa e coordinamento di gruppo ha contribuito ad alimentare un clima di forte preoccupazione tra residenti e frequentatori delle aree colpite, rendendo più complessa anche la prevenzione.

L’indagine: tecnologia e controllo del territorio

Il lavoro della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile si è sviluppato attraverso un’attività articolata, che ha integrato strumenti tecnologici e presenza costante sul territorio. L’analisi dei sistemi di videosorveglianza ha rappresentato uno degli elementi chiave, consentendo di seguire gli spostamenti degli indagati e di collegare tra loro episodi inizialmente isolati.

A questo si sono aggiunti i riconoscimenti fotografici e un’attività di riscontro continuo, indispensabile per definire con precisione i ruoli dei singoli componenti del gruppo. L’indagine ha così permesso di delineare una struttura organizzata, in cui ciascun partecipante svolgeva una funzione specifica durante le azioni criminali.

Un ulteriore elemento emerso riguarda l’uso dei social network da parte di alcuni indagati, utilizzati come spazio di auto-rappresentazione e, in alcuni casi, di ostentazione delle proprie attività illecite. Un comportamento che ha fornito ulteriori spunti investigativi, contribuendo a rafforzare il quadro indiziario.

Arresti e sviluppo del procedimento

Le misure cautelari eseguite comprendono l’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di due cittadini egiziani, mentre un terzo provvedimento è stato notificato al presunto leader della banda, già detenuto. L’operazione rappresenta l’esito di un percorso investigativo che aveva già portato, in precedenza, all’arresto di altri componenti del gruppo.

L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di interrompere una sequenza di episodi che aveva generato un diffuso allarme sociale, riportando l’attenzione sulla necessità di presidiare in modo costante le aree più esposte a fenomeni di microcriminalità organizzata.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, per gli indagati vale il principio della presunzione di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva. Gli elementi raccolti dagli investigatori sono stati tuttavia ritenuti sufficienti dall’autorità giudiziaria per l’adozione delle misure cautelari.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to