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Otto idee in gara per ripensare le plastiche in chiave sostenibile all’Università di Torino

11/02/2026

Otto idee in gara per ripensare le plastiche in chiave sostenibile all’Università di Torino

Otto proposte, otto gruppi di lavoro, un tema che ormai attraversa chimica, economia, agraria, veterinaria e politiche pubbliche: come progettare, valutare e governare materiali plastici più compatibili con l’ambiente e con la salute. È il quadro emerso dal primo Contest “Opportunità di percorsi interdisciplinari per giovani ricercatrici e ricercatori in ambito plastiche sostenibili”, promosso all’interno del progetto Piattaforme Scientifiche dell’Università di Torino.

L’iniziativa ha messo al centro un punto spesso sottovalutato: la sostenibilità dei materiali non si misura soltanto in laboratorio, ma anche nelle filiere produttive, nelle scelte industriali, nelle ricadute sull’agricoltura e nella capacità di definire standard affidabili.

Piattaforme Scientifiche: un’infrastruttura per far lavorare insieme competenze lontane

Il progetto Piattaforme Scientifiche nasce per rendere praticabile la collaborazione tra discipline che, nella routine accademica, tendono a procedere su binari paralleli. L’obiettivo dichiarato è costruire gruppi di ricerca capaci di produrre soluzioni innovative e, allo stesso tempo, attivare relazioni strutturate con imprese, amministrazioni e realtà pubbliche e private chiamate a gestire la transizione sostenibile.

Laura Corazza, Delegata della Rettrice per le politiche e il coordinamento della sostenibilità di Ateneo, ha sottolineato come l’interdisciplinarietà venga spesso evocata, ma richieda spazi dedicati, strumenti e tempi per diventare operativa. In questo senso, le Piattaforme puntano a trasformare la collaborazione in una pratica quotidiana, orientata a problemi con ricadute sociali e ambientali misurabili.

Il progetto è supportato dall’Industrial Liaison Office (ILO) della Direzione Ricerca, Innovazione e Internazionalizzazione. A febbraio 2026 le piattaforme attive risultano cinque: Utilizzo sostenibile delle risorse idriche, Plastiche sostenibili, Intelligenza artificiale, Aerospazio e Transizione energetica.

Il contest sulle plastiche sostenibili: finanziamenti, progetti vincitori e linee di ricerca

Il contest è stato lanciato nell’ottobre 2025 dalla Piattaforma Plastiche Sostenibili, coordinata dal professor Marco Zanetti (Dipartimento di Chimica). Il bando, rivolto a ricercatrici e ricercatori under 37, prevedeva il finanziamento di due progetti da 4.500 euro ciascuno, con un focus sullo studio dell’impatto delle plastiche. La risposta è stata immediata: otto proposte presentate, tutte giudicate di alto livello scientifico e con ricadute concrete.

I primi due progetti classificati sono BRIDgeS e CLEAN. BRIDgeS (Bridging Research and Innovation Dynamics for Sustainable plastics), sviluppato da Fabrizio Fusillo (Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”) e Gjylije Hoti (Chimica), intende costruire una mappatura organica delle attività di ricerca e innovazione nel campo delle plastiche sostenibili, utile a orientare strategie di sviluppo e politiche di settore; l’impianto nasce dall’incrocio tra economia dell’innovazione e chimica dei materiali.

CLEAN (In vitro CeLl model for Evaluation of Advanced sustaiNable plastics), portato avanti da Irene Viola (Scienze Veterinarie) e Chiara De Giuli (Chimica), affronta un nodo tecnico spesso decisivo: la mancanza di modelli sperimentali semplici e riproducibili per valutare la biocompatibilità delle plastiche dichiarate “sostenibili”, con attenzione alle bioplastiche. Il progetto utilizza modelli cellulari in vitro di origine ovina e bovina, derivati da organi del sistema riproduttivo, per testare polimeri emergenti con criteri standardizzati.

La qualità complessiva delle proposte ha spinto l’Ateneo a sostenere ulteriormente anche CABIPACK e Biopol4Soil, entrambi costruiti sulla collaborazione tra Chimica e Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari. CABIPACK mira a ridurre lo spreco alimentare sviluppando un packaging attivo e biodegradabile per frutti ad alta deperibilità, valorizzando scarti agroindustriali, progettando film biopolimerici funzionalizzati, verificandone l’efficacia su prodotti ortofrutticoli e analizzando il ciclo di vita con logica di bioeconomia circolare. Biopol4Soil, invece, valuta biopolimeri innovativi per applicazioni agrarie — granulati da maltodestrine e tessuti non tessuti ottenuti tramite elettrospinning di proteine e maltodestrine — misurandone resistenza, biodegradabilità, ecocompatibilità nel suolo e assenza di effetti avversi sul sistema suolo-pianta.

I risultati dei progetti finanziati saranno presentati entro febbraio 2027 e andranno ad alimentare il percorso di ricerca promosso dalla Piattaforma Plastiche Sostenibili dell’Università di Torino.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.