Ministero del Lavoro, nasce il cantiere sull’IA: online il primo documento verso l’Osservatorio
24/02/2026
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo a disposizione il primo documento di lavoro che accompagnerà l’avvio dell’Osservatorio nazionale sull’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
Il testo, dal titolo “Verso l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro – Raccolta di contributi a supporto dell’avvio dei lavori dell’Osservatorio”, raccoglie materiali e analisi con un obiettivo dichiarato: offrire un quadro ampio e praticabile dei punti di frizione e delle opportunità che l’IA sta portando nei processi produttivi, nelle professioni e nelle politiche pubbliche, prima che l’Osservatorio entri nella fase operativa.
L’impostazione è quella di una raccolta strutturata, costruita con contributi eterogenei e con sensibilità differenti, pensata per leggere i fenomeni in atto attraverso dati, rassegne, studi e casi applicativi. La scelta, esplicita, è evitare una narrazione monolitica: l’IA nel lavoro viene trattata come una transizione composta, dove effetti economici, norme, competenze, salute e organizzazione aziendale si intrecciano e non possono essere separati con un taglio esclusivamente tecnologico.
Un quadro di riferimento tra regole europee e modelli globali
Una prima area del documento affronta il contesto europeo e internazionale, collocando l’adozione dell’IA dentro il quadro regolatorio dell’AI Act e dentro le analisi macroeconomiche sugli impatti attesi in termini di produttività, distribuzione del valore, occupazione e sistema economico.
In questa prospettiva trovano spazio i dati sulla diffusione delle tecnologie digitali nel lavoro e alcune letture settoriali basate sull’intensità di utilizzo dell’IA, elementi che permettono di distinguere tra comparti già avanzati nell’integrazione delle soluzioni algoritmiche e settori dove il percorso resta più lento o disomogeneo.
Il testo propone anche un confronto tra modelli di governance, mettendo a fuoco le differenze tra Unione europea, Stati Uniti e Cina: un passaggio utile perché chiarisce che la questione non riguarda soltanto “quale tecnologia” viene adottata, ma “quali regole”, “quali garanzie” e “quali responsabilità” accompagnano le scelte di imprese e amministrazioni.
Strategia italiana, ricerca e competenze: il nodo della formazione
Un secondo blocco è dedicato alla strategia nazionale e al sistema della ricerca, con riferimento al percorso di recepimento dell’AI Act e ai contenuti della Strategia Italiana per l’IA 2024-2026. Qui l’attenzione si sposta su un terreno che, per il mercato del lavoro, pesa almeno quanto la disponibilità di nuove soluzioni: competenze, formazione, dinamiche di domanda e offerta, con particolare cura per lo skill mismatch e per la distanza tra fabbisogni reali e profili presenti sul mercato.
Il documento sottolinea, inoltre, la questione del divario tra domanda e offerta di professionalità STEM e osserva come gli investimenti delle imprese nei processi di digitalizzazione stiano incidendo sull’organizzazione del lavoro e sulle traiettorie di aggiornamento professionale.
La lettura che emerge è prudente ma concreta: l’adozione dell’IA non è un passaggio “automatico”, perché dipende dalla capacità di preparare persone e strutture a governare strumenti complessi, evitando che la tecnologia diventi un acceleratore di disuguaglianze tra imprese, territori e lavoratori.
Professioni esposte, imprese che adottano e casi applicativi: una mappa per orientarsi
Un ulteriore capitolo entra nel merito dell’esposizione delle professioni all’intelligenza artificiale, presentando strumenti di misurazione utili a valutare l’impatto sulle attività lavorative e sulle traiettorie occupazionali.
L’analisi considera le caratteristiche socio-professionali delle occupazioni più esposte, le dinamiche di mobilità e ricollocazione, la dimensione territoriale e le implicazioni per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tema che torna con forza quando l’IA viene utilizzata per organizzare turni, valutare performance o supportare decisioni operative.
Sul versante delle imprese, il documento guarda alle differenze dimensionali e territoriali nell’adozione delle tecnologie, offrendo dati sull’impiego delle diverse soluzioni di IA, sul profilo delle aziende utilizzatrici e sul posizionamento dell’Italia nel confronto europeo. Non mancano focus su piattaforme digitali e competenze digitali nella pubblica amministrazione, due ambiti dove l’interazione tra regole, organizzazione e trasparenza diventa particolarmente delicata.
Chiude la raccolta una sezione di casi studio e approfondimenti tematici: applicazioni nei contesti produttivi e nei servizi, riflessioni sulla regolamentazione, iniziative pubbliche di sostegno a ricerca e innovazione, impieghi dell’IA collegati alla sicurezza sul lavoro e al ruolo dei luoghi di lavoro come spazio di governance delle tecnologie.
Accanto a questo, trovano spazio esperienze e proposte di stakeholder anche privati, con l’idea di alimentare un dibattito informato e, soprattutto, utile alla costruzione di strumenti di analisi e orientamento per un’adozione consapevole, trasparente ed efficace dell’IA nel lavoro.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to