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Lavoro e Pil nel quarto trimestre 2025: segnali di crescita moderata tra occupazione stabile e dinamiche divergenti

17/03/2026

Lavoro e Pil nel quarto trimestre 2025: segnali di crescita moderata tra occupazione stabile e dinamiche divergenti

Il quadro del mercato del lavoro italiano nel quarto trimestre 2025 restituisce un equilibrio solo apparente, in cui segnali positivi convivono con elementi di fragilità strutturale. Le ore lavorate restano sostanzialmente stabili rispetto al trimestre precedente, mentre su base annua si registra un incremento dell’1,6%, dato che si inserisce in un contesto di crescita economica contenuta: il Pil aumenta dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,8% nel confronto tendenziale.

A emergere non è tanto una fase espansiva quanto una traiettoria di assestamento, in cui il sistema produttivo mantiene una certa capacità di assorbimento occupazionale senza tuttavia imprimere un’accelerazione significativa.

Occupazione in aumento, ma cresce anche l’inattività

Il numero complessivo degli occupati raggiunge quota 24 milioni e 121 mila, con un incremento di 37 mila unità rispetto al trimestre precedente. La crescita è trainata soprattutto dai contratti a tempo indeterminato (+76 mila) e dal lavoro indipendente (+21 mila), mentre si registra una contrazione marcata dei contratti a termine (-60 mila), segnale di una possibile ricomposizione della struttura occupazionale.

Parallelamente, il numero dei disoccupati diminuisce in modo sensibile (-84 mila), contribuendo a una riduzione del tasso di disoccupazione al 5,6%. Tuttavia, questo miglioramento convive con un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+61 mila), che porta il relativo tasso al 33,7%. Un dato che suggerisce una fuoriuscita dal mercato del lavoro di una parte della popolazione, elemento che attenua la lettura positiva della dinamica occupazionale.

Le stime preliminari di gennaio 2026 confermano questa tendenza: cresce ulteriormente il numero degli occupati (+0,3%), mentre il tasso di disoccupazione continua a scendere. Anche in questo caso, però, si osserva un aumento dell’inattività, indicatore che merita attenzione per le implicazioni di medio periodo.

Nel confronto annuo, dopo una fase di stabilità, torna a crescere il numero degli occupati (+89 mila), sostenuto dall’espansione del lavoro stabile e autonomo, che compensa il calo significativo dei contratti a termine. Contestualmente, i disoccupati diminuiscono (-138 mila), mentre gli inattivi tornano ad aumentare dopo tre trimestri consecutivi di flessione.

Imprese, costo del lavoro e domanda di occupazione

Dal lato delle imprese, il trimestre evidenzia un aumento delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3%), con una crescita leggermente più marcata per il part-time rispetto al tempo pieno. La quota di lavoro a tempo parziale si avvicina al 29%, confermando una tendenza alla maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro.

Si osserva inoltre un incremento delle forme contrattuali più dinamiche, come il lavoro in somministrazione e quello intermittente, quest’ultimo in espansione anche su base annua. Le ore lavorate per dipendente risultano in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente, mentre aumentano nel confronto annuale, delineando un utilizzo più variabile della forza lavoro.

Il ricorso alla cassa integrazione continua a ridursi, segnalando una minore necessità di strumenti di sostegno temporaneo, mentre il tasso dei posti vacanti si attesta all’1,9%, in lieve crescita congiunturale ma in calo rispetto all’anno precedente.

Sul fronte dei costi, il lavoro per unità equivalente a tempo pieno registra un incremento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, la crescita è più marcata (+2,9%), trainata in particolare dall’aumento dei contributi sociali (+4,2%), superiore rispetto a quello delle retribuzioni (+2,5%). Una dinamica che riflette sia gli effetti dei rinnovi contrattuali sia la progressiva riduzione degli incentivi contributivi.

Nel complesso dell’anno 2025, l’occupazione cresce di 185 mila unità, accompagnata da una diminuzione sia dei disoccupati sia degli inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,5%, mentre quello di disoccupazione scende al 6,1%. Il costo del lavoro registra un incremento sostenuto (+3,6%), a conferma di un contesto in cui la qualità e la stabilità dell’occupazione diventano fattori centrali per interpretare l’evoluzione del mercato.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.