“Come un’Onda”: Università e Rai unite contro la violenza sulle donne
02/02/2026
Martedì 3 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, l’Aula Magna della Cavallerizza Reale ospita la prima tappa dell’anno della campagna nazionale itinerante “Come un’Onda, contro la violenza sulle donne”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Torino e la Rai, con il coinvolgimento di Rai Radio1, Giornale Radio Rai e GR Parlamento, e propone un confronto ampio tra mondo accademico, studenti e società civile su un tema che interroga le radici culturali e sociali della violenza di genere.
La scelta del luogo e del pubblico restituisce la cifra dell’evento: oltre 400 studenti delle scuole torinesi in presenza, affiancati da collegamenti in streaming da diverse regioni, a conferma di una dimensione che supera i confini locali. L’obiettivo dichiarato è fornire strumenti di lettura critici, capaci di incidere sulla prevenzione e sul riconoscimento dei meccanismi che alimentano la violenza.
Un dialogo che parte dall’università e guarda al mondo
Ad aprire i lavori saranno Cristina Prandi, rettrice dell’Università di Torino, e Stefano Mensurati, condirettore di Rai Radio1 e GR Parlamento. La conduzione è affidata a Elena Paba, ideatrice e coordinatrice della campagna, affiancata dal giornalista Massimo Cecchini.
Il programma propone uno sguardo internazionale, con collegamenti da contesti segnati da profonde disuguaglianze e conflitti. Dall’Iran interviene Shirin Ebadi, avvocata e Premio Nobel per la Pace, mentre dalla Birmania arrivano il contributo di Cecilia Brighi e la testimonianza di Soe Sandar Kyaw, giovane donna costretta alla clandestinità nel sud del Paese. Le guerre e le loro conseguenze sulle donne sono affrontate con l’intervento di Martina Marchiò di Medici Senza Frontiere; la violenza nei contesti mafiosi è invece al centro del contributo di Don Luigi Ciotti.
Linguaggi diversi, testimonianze dirette e percorsi educativi
Accanto agli interventi istituzionali e di analisi, spazio a teatro e musica come strumenti di coinvolgimento e riflessione, con la partecipazione di Laura Formenti, del Teatro Popolare Europeo e del Social and Community Theatre Center, oltre a performance curate dagli studenti. Tra i momenti più intensi, la testimonianza di Giulia Scalone, che ricostruisce il femminicidio della sorella Loredana, e la lettura di una lettera scritta da uno studente alla madre vittima di violenza.
Un focus specifico è dedicato alle relazioni affettive in adolescenza e all’educazione all’amore, con gli interventi delle psicologhe sociali Chiara Rollero e Norma De Piccoli. In chiusura, le testimonianze video di autori di reato impegnati in percorsi di trattamento e reinserimento, presentate dalla professoressa Georgia Zara e da Paola Maggiori, presidente del CIPM Piemonte, completano un quadro che intreccia prevenzione, responsabilità e cambiamento culturale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to