Circolare INPS n. 1/2026: cosa cambia nel 2026 su ammortizzatori, reddito e famiglie
28/01/2026
Con la circolare n. 1 del 15 gennaio 2026, l’INPS mette in fila le principali novità che accompagneranno l’anno in corso sul fronte degli ammortizzatori sociali, delle misure di sostegno al reddito e degli interventi a favore delle famiglie. Il documento, dal taglio riepilogativo, dedica lo spazio più ampio agli strumenti pensati per gestire crisi aziendali e transizioni occupazionali, con particolare attenzione alla continuità del reddito per i lavoratori ancora in forza.
Un passaggio operativo, già efficace, riguarda la Legge n. 182/2025. Dal 18 dicembre 2025, il lavoratore che percepisce un trattamento di integrazione salariale e, durante la fruizione, svolge un’attività lavorativa deve darne immediata comunicazione anche al datore di lavoro che ha richiesto l’intervento. L’INPS ricorda che l’obbligo di comunicazione verso l’Istituto era già previsto; la modifica estende il perimetro dell’adempimento, introducendo un ulteriore destinatario della segnalazione. Su effetti e campo di applicazione, l’INPS anticipa un successivo approfondimento.
Crisi industriali, cessazioni e call center: risorse e proroghe della Legge di Bilancio 2026
Il pacchetto più articolato nasce dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene su più fronti. Per i lavoratori dipendenti di imprese che operano nelle aree di crisi industriale complessa, viene previsto un finanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro per il 2026 destinato alla prosecuzione dei trattamenti di sostegno al reddito, con un ruolo di controllo e monitoraggio affidato all’INPS. In parallelo, per le unità produttive autorizzate alla CIGS in quelle aree, viene prorogato per il 2026 l’esonero dal contributo addizionale, entro un limite massimo complessivo di autorizzazione pari a 12 mesi.
Sulla cessazione di attività, la circolare richiama la proroga della CIGS finalizzata alla gestione degli esuberi per il 2026, con durata massima di 12 mesi e un tetto di spesa pari a 100 milioni di euro. Resta inoltre la possibilità di un ulteriore intervento, fino a sei mesi, quando, al termine di un programma di cessazione, esistano prospettive concrete di rapida cessione dell’azienda con riassorbimento occupazionale, con un limite di spesa indicato in 20 milioni per il 2026.
Un capitolo specifico riguarda il settore dei call center: per il 2026 è previsto un finanziamento nel limite di 20 milioni di euro per misure di sostegno al reddito rivolte alle imprese che non rientrano nell’ambito della CIGS e che abbiano avuto un organico superiore a 50 unità nel semestre precedente. La circolare inquadra la misura come trattamento in deroga fino a 12 mesi, attivabile in via prioritaria per sospensioni o riduzioni dell’attività, quando non sia possibile ricorrere alle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale della filiera delle telecomunicazioni, con operatività legata a specifici decreti ministeriali.
Previdenza, NASpI anticipata e congedo parentale: le novità che toccano persone e famiglie
Tra le misure che guardano alle tutele di medio periodo spicca il proseguimento di interventi per le imprese di interesse strategico nazionale e per i processi di riorganizzazione o crisi complessa, con la possibilità di ulteriori periodi di CIGS entro finestre temporali e limiti di spesa definiti. La circolare richiama anche strumenti già noti, come l’intervento aggiuntivo previsto dall’articolo 22-ter del Dlgs 148/2015 per sostenere transizioni occupazionali dopo CIGS per riorganizzazione o crisi, e la misura dedicata a gruppi di imprese con almeno mille dipendenti che abbiano sottoscritto accordi quadro finalizzati alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla reindustrializzazione, con riconoscimento possibile fino al 31 dicembre 2027 entro i relativi plafond annuali.
Sul terreno delle politiche attive individuali, cambia la disciplina dell’anticipazione NASpI per l’autoimprenditorialità: non è più richiamata l’erogazione in unica soluzione e si passa a un pagamento in due momenti, con una prima quota pari al 70% dell’importo complessivo e una seconda quota del 30% al termine del periodo teorico della NASpI, e comunque entro sei mesi dalla domanda di anticipazione. Restano fermi i requisiti soggettivi indicati dall’INPS, tra cui l’assenza di rioccupazione e la non titolarità di pensione diretta, fatta salva l’eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
Infine, sul versante famiglie, viene ampliato l’orizzonte del congedo parentale: dal 1° gennaio 2026 l’età del figlio entro cui fruire del congedo sale da 12 a 14 anni, includendo anche il prolungamento in presenza di disabilità grave accertata. La disposizione vale sia per nuove nascite sia per adozioni o affidamento.